Conferenza nazionale dei sindaci civici a Roma: Forza Italia punta a costruire un ponte con il civismo moderato
Un’iniziativa di networking politico ha avuto luogo oggi a Roma, presso la sede del Parlamento europeo a Palazzo Venezia, con la prima Conferenza nazionale dei civici per l’Italia. L’obiettivo è allargare il perimetro politico verso il centro e radicare, dal basso, una nuova proposta amministrativa, riporta Attuale.
Antonio Tajani e Forza Italia mirano a stabilire un legame duraturo con il civismo moderato, trasformando questa rete in un bacino politico capace di influenzare anche le dinamiche nazionali. L’incontro, promosso da figure di spicco come il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il sindaco di Fiumicino Mario Baccini, è concepito per dotare gli amministratori locali di strumenti pratici, dal dialogo con la pubblica amministrazione all’interpretazione delle norme, evidenziando al contempo una significativa strategia politica.
Il civismo viene presentato come un mezzo per Forza Italia di riconquistare una posizione centrale, cercando di attrarre amministratori spesso distanti dalle logiche tradizionali di partito, ma che si rivolgono a un elettorato moderato e pragmatico. Al centro del dibattito vi sono temi di grande rilevanza come sicurezza urbana, dissesto idrogeologico, autonomia finanziaria e semplificazione burocratica, tutti aspetti cruciali per il sostegno alle imprese e per le infrastrutture.
Questa piattaforma si propone di unire metropoli e piccoli borghi, tentando di superare le tradizionali appartenenze politiche. Tra gli esponenti attesi ci sono anche il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini e l’assessore ligure Giacomo Giampedrone. Le conclusioni saranno affidate a Lagalla, Maurizio Gasparri e Tajani. Tuttavia, l’iniziativa presenta anche un aspetto competitivo.
Si delinea infatti un modello alternativo di civismo, rappresentato da Alessandro Onorato, coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia e assessore di Roma Capitale, che propone un civismo chiaramente di sinistra. Si definiscono così due visioni contrastanti: un civismo integrato nel centrodestra e orientato alla governabilità, da un lato, e un’esperienza che reclama autonomia e un’identità progressista, dall’altro, candidandosi a creare un’alternativa alle forze di governo di destra. La competizione è aperta e si svolge nei territori, dove il consenso viene costruito quotidianamente, lontano dai centri di potere, ma con un impatto sempre più decisivo sugli equilibri nazionali.
Bruno Mirante