La commissione d’inchiesta conferma che l’ex presidente brasiliano Kubitschek fu assassinato dalla dittatura militare nel 1976

30.05.2026 19:25
La commissione d'inchiesta conferma che l'ex presidente brasiliano Kubitschek fu assassinato dalla dittatura militare nel 1976

La commissione brasiliana conferma l’assassinio di Juscelino Kubitschek da parte della dittatura militare

Una commissione d’inchiesta governativa brasiliana ha stabilito che l’ex presidente Juscelino Kubitschek, in carica tra il 1956 e il 1961, fu assassinato nel 1976 dalla dittatura militare. Il caso, noto in Brasile per il carisma di Kubitschek e le circostanze misteriose della sua morte, finora ufficialmente attribuita a un incidente d’auto, ha portato a sviluppi significativi, riporta Attuale.

Il presidente progressista Lula aveva riaperto le indagini circa un anno fa, poiché negli anni successivi alla fine del suo mandato, Kubitschek era diventato un oppositore del regime militare, che salì al potere con il colpo di stato del 1964 e rimase al governo fino al 1985. A causa del suo carisma, i militari lo consideravano una figura pericolosa, revocandogli il mandato parlamentare.

Kubitschek morì tornando da San Paolo a Rio de Janeiro, quando la sua auto si schiantò contro un camion. La precedente verità giudiziaria, confermata da indagini successive, indicava che l’incidente era stato provocato da un autobus che colpì il retro dell’auto, facendo perdere il controllo all’autista di Kubitschek.

La commissione, presieduta dalla storica Maria Cecília Adão, ha rifiutato le precedenti ricostruzioni: ci sono prove fotografiche che mostrano come il retro dell’auto fosse quasi intatto al momento dell’incidente, mentre le immagini successive rivelano danni significativi. Adão ha concluso che le indagini furono alterate da militari che si servirono di esperti forensi coinvolti in altri casi insabbiati durante la dittatura. Dall’auto sparirono il diario di Kubitschek e vari documenti.

Adão ha riesaminato le prove e il materiale di altre indagini, in particolare quelle condotte nello stato di San Paolo, giungendo a escludere l’ipotesi dell’incidente causato dall’autobus. La storica ha ricostruito che Kubitschek sarebbe stato attratto in una possibile trappola, invitato in un albergo per incontrare emissari del dittatore Ernesto Geisel, che stava avviando un processo di riforma del regime.

Non è chiaro perché Kubitschek accettò l’invito, dato che in quel periodo aveva accusato il regime di volerlo uccidere. Adão ipotizza che l’auto del presidente potesse essere stata manomessa e che l’autista fosse stato sedato, perdendo così il controllo del veicolo. Un camionista dell’epoca dichiarò di aver visto l’autista accasciato, apparentemente privo di coscienza, prima dell’incidente. Tuttavia, dopo le prime indagini, l’auto fu rottamata, rendendo impossibile un riesame delle prove.

Il nome di Kubitschek sarà aggiunto a quello delle 434 persone già identificate dalla Commissione nazionale per la verità del Brasile del 2014 come morte o scomparse durante la dittatura, a cui si aggiungono circa 8.000 indios. Tale commissione ha stabilito che le violazioni dei diritti umani, la tortura e l’eliminazione degli oppositori non rappresentano atti isolati, ma pratiche sistematiche concepite dal governo militare, che continua a godere del supporto di settori dell’estrema destra brasiliana, incluso l’ex presidente Jair Bolsonaro.

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