Eletti in Armenia: le manovre russe nel contesto delle elezioni parlamentari
Domenica 7 giugno si svolgono le elezioni parlamentari in Armenia, che determineranno anche la formazione di un nuovo governo. Il primo ministro Nikol Pashinyan, attualmente in carica dal 2018 e noto per le sue posizioni filoeuropee, ha progressivamente allontanato il paese dall’influenza russa, di cui l’Armenia è stata parte integrante durante il periodo sovietico fino alla sua indipendenza nel 1991. La Russia teme che un nuovo mandato per Pashinyan possa avvicinare ulteriormente l’Armenia all’Unione Europea, e per questa ragione ha tentato per mesi di condizionare la campagna elettorale, riporta Attuale.
Le manovre della Russia per interferire nelle elezioni e sostenere candidati filorussi hanno assunto varie forme. Sono state adottate misure di pressione economica, tra cui la riduzione delle importazioni di beni armeni, in particolare prodotti agricoli e alcolici, e la minaccia di sospendere l’offerta di gas naturale a prezzi agevolati. Un piano è stato progettato per mobilitare i cittadini armeni residenti in Russia, anche se non è chiaro se sia stato effettivamente attuato. Inoltre, è stata lanciata una campagna di disinformazione sistematica volta a screditare Pashinyan, insinuando senza prove che fosse corrotto e affetto da gravi problemi di salute.
Nonostante l’indipendenza, la Russia ha mantenuto un’influenza significativa in Armenia, sia economica che politica. Tuttavia, i rapporti si sono deteriorati nel 2023, quando il governo russo ha scelto di non schierarsi con l’Armenia durante il conflitto in Nagorno-Karabakh, una regione popolosamente armena fino alla rioccupazione da parte dell’Azerbaijan nel 2023, che ha portato all’emigrazione di quasi tutta la popolazione armena.
Sotto la guida di Pashinyan, l’Armenia ha compiuto passi significativi verso l’Unione Europea, culminati nel primo summit ufficiale tenutosi a Yerevan il mese scorso. Anche gli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump, hanno espresso sostegno a Pashinyan. La comunità armena negli Stati Uniti è considerevole e influente.
La campagna di disinformazione russa ha diffuso notizie false riguardanti Pashinyan, incluse fantasie su presunti casi di corruzione legati a questioni immobiliari con due senatori americani e accuse di attacchi contro la Russia. Fonti di intelligence riportate dall’agenzia britannica Reuters individuano anche il gruppo propagandistico Storm-1516 e la Social Design Agency (SDA) come partecipanti attivi in questa campagna di disinformazione, con SDA recentemente sanzionata dall’Unione Europea per le sue attività.
Da anni la Russia ha cercato di influenzare le elezioni nei paesi vicini attraverso la propaganda. Recenti esempi includono le elezioni in Moldavia nel 2025 e quelle presidenziali in Romania nel 2024. Stando a fonti di Reuters, la Russia avrebbe progettato un piano per spostare armeni residenti in Russia per farli votare per candidati filorussi, dato che il voto dall’estero è vietato dalle leggi armene.
Circa 2 milioni di armeni vivono in Russia, e le autorità russe avrebbero stimato un costo di oltre 40 milioni di euro per far votare 100.000 persone. A metà maggio, il governo russo avrebbe designato quanti armeni ciascuna regione doveva inviare, richiedendo rapporti ai funzionari locali sui progressi del piano.
Secondo i sondaggi, il partito di Pashinyan, il Contratto Civile, è previsto attorno al 30% dei voti, mentre il partito filorusso di Samvel Karapetyan, Forte Armenia, è al secondo posto con circa il 6%. Numerosi altri partiti minori partecipano alle elezioni.