La Russia intensifica i bombardamenti sui porti ucraini per bloccare le esportazioni di grano

14.08.2026 10:55
La Russia intensifica i bombardamenti sui porti ucraini per bloccare le esportazioni di grano

La Russia Intensifica i Bombardamenti sui Porti Ucraini, Incidendo sulle Esportazioni di Grano

La Russia sta intensificando i bombardamenti sui porti dell’Ucraina nel mar Nero e sul fiume Danubio, mirando a interrompere le esportazioni di grano e cereali. L’Ucraina, uno dei principali produttori mondiali di grano, fornisce circa il 6% delle esportazioni globali, ma gli attacchi hanno portato a una drastica diminuzione della quantità esportata, aumentando il rischio di un nuovo innalzamento dei prezzi alimentari a livello internazionale, riporta Attuale.

Negli ultimi mesi, il ritmo delle esportazioni ucraine è crollato: il prezzo del grano a livello internazionale è già aumentato e potrebbe continuare a salire, come accaduto nel 2022. Dallo scorso luglio, la Russia ha concentrato i suoi attacchi su Odessa, il principale porto ucraino sul mar Nero, colpendo i terminal per l’esportazione di grano. Giovedì scorso, la città di Izmail, cruciale per le esportazioni sul fiume Danubio, è stata colpita, subendo gravi danni ai terminal di esportazione. La Russia ha anche preso di mira sistematicamente le navi cargo ucraine coinvolte nel trasporto di grano e altri cereali.

I bombardamenti hanno conseguenze dirette sulla capacità di esportazione del grano; ad agosto, le esportazioni sono diminuite del 76% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo intensificarsi delle azioni militari si inserisce in un contesto di attacchi reciproci tra Russia e Ucraina, con entrambe le nazioni che si scambiano missili e droni. Tuttavia, gli attacchi russi si dimostrano altamente distruttivi e letali, colpendo frequentemente obiettivi civili, mentre l’Ucraina si concentra su infrastrutture militari ed energetiche, senza l’intento di terrorizzare la popolazione civile.

Anche l’Ucraina ha attaccato terminal russi, come avvenuto mercoledì a Novorossiysk, uno dei porti russi principali. Tuttavia, la Russia rimane l’unica a effettuare attacchi sistematici sulle infrastrutture di esportazione del grano. Ciò genera gravi problemi economici per l’Ucraina, che dipende dal mare per il 90% delle sue esportazioni di grano.

L’Ucraina potrebbe tentare di deviare le esportazioni via terra, ma ciò comporterebbe costi significativamente più alti e potrebbe innescare rivalità economiche con i paesi vicini. Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno già imposto divieti su importazioni di grano ucraino, sostenendo che ciò avvantaggia ingiustamente il grano ucraino rispetto al loro, ma potrebbero permettere il transito per consentire la vendita in altri mercati, rendendo il processo lento e oneroso.

Nel 2022, la Russia aveva già bloccato le esportazioni ucraine nel mar Nero all’inizio della sua invasione su larga scala, provocando il crollo delle esportazioni e un aumento vertiginoso dei prezzi, con enormi conseguenze per i paesi africani e mediorientali, i principali acquirenti del grano ucraino. Questo ha portato a un accordo in luglio 2022 per permettere all’Ucraina di esportare il suo grano, ma tale accordo è fallito nel giro di un anno.

Oggi la situazione è cambiata: l’Ucraina ha ripreso le esportazioni dopo aver neutralizzato la flotta russa in prossimità delle sue coste, ma la Russia ha migliorato notevolmente le sue capacità di bombardamento a lungo raggio, ripristinando così una minaccia per le esportazioni nel mar Nero.

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