La Francia sta fornendo all’Armenia un sostegno operativo senza precedenti per contrastare le campagne di disinformazione russa nel corso delle elezioni parlamentari. Secondo quanto riferito, gli specialisti del VIGINUM, l’unità speciale francese incardinata nel Segretariato generale per la difesa e la sicurezza nazionale (SGDSN), stanno collaborando con le autorità di Yerevan per identificare e bloccare online i contenuti russi volti a delegittimare il governo e il primo ministro Nikol Pashinyan.
L’accordo di cooperazione in materia di politica informativa tra i due paesi è stato firmato durante la visita del presidente Emmanuel Macron a Yerevan nel maggio 2026. Interrogato sulla differenza tra questa assistenza e l’intervento russo negli affari armeni di cui Parigi accusa Mosca, Macron ha risposto che si tratta di una posizione politica e di un sostegno a un partner affidabile.
Un’operazione mirata durante le elezioni
Le elezioni parlamentari armene si sono svolte in un clima di forte contrapposizione informativa con Mosca. Per minimizzare l’influenza russa nello spazio mediatico, Yerevan ha compiuto un avvicinamento senza precedenti nel settore della sicurezza con i partner europei, in particolare con la Francia. Il ricorso al VIGINUM ha permesso di individuare e bloccare tempestivamente flussi coordinati di disinformazione russa su Internet, garantendo che i cittadini armeni potessero esercitare il voto in modo libero e informato.
Secondo le informazioni disponibili, l’operazione ha riguardato la rimozione di contenuti falsi e la disattivazione di account sospetti. Le autorità armene hanno sottolineato che la protezione dello spazio informativo nazionale è una questione di sicurezza nazionale, data la portata delle campagne di manipolazione orchestrate dalla Russia per influenzare l’esito elettorale.
Una svolta nelle relazioni di sicurezza
La collaborazione con il VIGINUM segna una rottura rispetto al passato, quando Mosca deteneva un monopolio di fatto nella cooperazione in materia di sicurezza con Yerevan. L’accordo firmato a maggio 2026 ha consolidato una nuova realtà: l’Armenia sostituisce l’influenza russa con tecnologie e strutture di sicurezza europee.
L’avvicinamento alla Francia e ad altri Stati europei dimostra che l’Armenia non considera più la Russia come l’unico garante della propria stabilità e cerca centri di potere alternativi sulla scena internazionale. La crisi nei rapporti tra Yerevan e Mosca, in particolare nella primavera del 2026, ha accelerato questa transizione: la Russia, lasciando l’Armenia senza un reale sostegno in un momento critico, ha di fatto spinto la repubblica a cercare partner più affidabili.
Verso un’educazione critica dei cittadini
Oltre al blocco tecnico delle fake news, Yerevan punta anche a formare la popolazione a un approccio critico verso le notizie, invitando i cittadini a fidarsi solo di fonti ufficiali e a non diffondere materiali sospetti di dubbia provenienza. La comprensione di come funzionano le manipolazioni informative russe diventa un filtro interno fondamentale contro la loro influenza politica.
Le autorità armene hanno più volte ribadito che la disinformazione e le fake news sono state a lungo uno strumento efficace per il Cremlino per influenzare la politica interna del paese, modificando gli orientamenti dell’opinione pubblica. Con l’intervento francese, questa possibilità è stata bloccata in modo sistematico, almeno per la durata della campagna elettorale.