Inizio della corsa verso le Politiche 2027: sfida tra centrosinistra e centrodestra
Concluse le ultime schermaglie comunali, è ufficialmente iniziata ieri la corsa verso le Politiche 2027. Il centrosinistra, guidato dalla segretaria dem Elly Schlein, punta a consolidare il proprio campo trilaterale con M5s e Avs, grazie ai buoni risultati ottenuti nelle elezioni locali, anche se rimane monco della componente centrista, come evidenzia un autoritario leader della coalizione. Dall’altra parte, il centrodestra affronta la sfida con una riforma elettorale proporzionale che prevede un premio di maggioranza e l’indicazione del premier, mirata a garantire un risultato sicuro il giorno delle elezioni. Tuttavia, appare indispensabile l’alleanza con il generale Roberto Vannacci, che questo fine settimana raduna a Roma la costituente di Futuro Nazionale, per ottenere una vittoria.
La riforma elettorale rappresenta un nodo cruciale. Le prime proposte della maggioranza sono state criticate anche perché contraddittorie rispetto alle indicazioni della Corte costituzionale e del Colle. Si prevede che la maggioranza possa modificare la proposta per garantirsi uno schieramento vincente nel caso superasse il 42%; in alternativa, si opterebbe per un sistema proporzionale puro, gravato dalle limitazioni tecnocratiche derivanti da obblighi istituzionali e internazionali. I tempi di discussione si allungano, con la prima lettura alla Camera prevista per l’estate.
Per il centrosinistra, è sconsigliabile modificare la proposta del centrodestra per poter contestare la modifica delle regole del gioco già approvate al referendum. Di conseguenza, la linea concordata è quella dell’opposizione a priori. Tuttavia, il campo largo potrebbe beneficiare di una riforma che restituisca rappresentanza al Nord, soprattutto se la destra decidesse di rinunciare all’alleanza con Vannacci.
In questo contesto, il campo progressista si trova di fronte a tre questioni fondamentali: ampliare il perimetro della coalizione al lato centrale, selezionare la premiership e definire le priorità programmatiche, che attualmente divergono tra la dirigenza e la base militante, soprattutto riguardo a temi come la patrimoniale, la pace e il disarmo.
Per quanto concerne il lato centrista, venerdì si terrà la costituente dei Civici, organizzata dall’assessore romano Alessandro Onorato, con il supporto del dem Gianfranco Bettini, con l’obiettivo di unire le esperienze civiche per un’eventuale lista moderata. L’idea iniziale era quella di affidare la guida dell’arcipelago riformista alla sindaca di Genova, Silvia Salis, che si è saggiamente tenuta distante da dispute divisive. Tuttavia, l’ex sindaco di Bergamo ed eurodeputato dem, Giorgio Gori, sembra destinato a prendere le redini della componente moderata in vista delle primarie, poiché sul suo nome sembra esserci la possibilità di convergenza di tutte le componenti, da quelle renziane a quelle dem e civiche.
Le primarie, però, potrebbero rivelarsi “contendibili” tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, avvertono alcuni leader della coalizione, rischiando di danneggiare la rappresentanza dell’auspicata componente centrale. Sebbene l’importanza di tale componente sia riconosciuta, potrebbe risultare schiacciata nel confronto primariale. Pertanto, alcuni auspicano un’intesa al tavolo dei partiti, non escludendo che questioni come la patrimoniale e la pace possano essere sottoposte al giudizio della base.
Una situazione che evidenzia le complessità politiche attuali e le sfide che attendono i vari schieramenti. Riporta Attuale.