Campo largo a Napoli: Pd, M5s e Avs si incontrano l’8 luglio, centristi esclusi

04.07.2026 03:15
Campo largo a Napoli: Pd, M5s e Avs si incontrano l'8 luglio, centristi esclusi

La Divisione del Centrosinistra in Vista delle Elezioni del 2027

Roma, 4 luglio 2026 – Divisi alla meta. Quantomeno per questa estate non è capace di fare di più il centrosinistra che si candida a sfidare Giorgia Meloni alle prossime elezioni del 2027. Mentre in autunno le cose sono destinate probabilmente a subire la vera accelerazione tra riforma elettorale cui la premier non pare intenzionata a rinunciare e l’annuncio dei fasti programmatici da parte della segretaria del Pd Elly Schlein, la cui corsa alla premiership finora efficace sta paradossalmente rallentando rispetto al protagonismo di Giuseppe Conte e le mai sopite manovre centriste, riporta Attuale.

Al tramonto di mercoledì prossimo 8 luglio i leader fondatori del campo largo – Pd, M5s, Avs – saranno in piazza del Gesù a Napoli per la prima iniziativa comune annunciata nelle scorse settimane con l’ormai celebre foto al ristorante. “Al lavoro per cambiare l’Italia”, recita la scarna locandina. Nello stesso giorno Italia Viva aspetta la cittadinanza ai banchetti nelle piazze e davanti a supermercati per denunciare in tono allusivo al ventennio il caro vita generato da “Quando c’era lei” del governo di Giorgia Meloni, oltre a chiedere il ritorno alle preferenze. La stessa divaricazione sarà replicata il 15 e 16, quando il blocco del campo largo sarà probabilmente a Padova e i renziani in altre piazze.

Non è ancora dato sapere nulla sull’iniziativa del Campo largo a Napoli, salvo il fatto che alle 19.30 in piazza del Gesù è prevista la presenza dei leader Schlein per il Pd, Giuseppe Conte per il M5s, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per Avs. Un modo per “piantare una bandierina” in un contesto che, pur avvantaggiato dall’onda referendaria di marzo, non appare per nulla capace e sicuro di guadagnare le prossime elezioni politiche, quale che sia la riforma elettorale.

Gli ultimi sondaggi non sono del resto rassicuranti per il Nazareno. Tolto un rilevamento che calcolerebbe addirittura il Pd appena sotto la fatidica soglia del 20%, ieri a La7 l’Istituto Piepoli ha illustrato slide in cui il gradimento per Conte stava al 49% rispetto al 25 di Schlein e il 15 di Matteo Renzi. Mentre nel protagonismo mediatico/politico settimanale, che vede Vannacci al primo posto col 26%, la leader dem era ampiamente ultima col 5% rispetto al quarto posto di Conte col 14, superato solo da Trump e Meloni.

Dimostrazione che esiste un mai risolto problema di leadership in casa dem, nonostante l’inatteso avvento vincente di Schlein nel febbraio 2023. Ma anche che esiste un movimento parallelo per mutilare la candidatura della leader dem, considerata da una parte dello stesso silente corpaccione del partito indigesta all’indispensabile elettorato moderato.

Non sarà un caso che giovedì sera a Napoli il dem Goffredo Bettini abbia ribadito una sorta di endorsement nei riguardi di Conte, protagonista della trasformazione dei 5 Stelle in partito che ha scelto la collocazione nel campo progressista. “Sceglieremo il leader migliore per vincere – ha detto Bettini – l’importante è che si faccia in amicizia” come chiesto dal leader pentastellato. Il che suffraga ulteriormente la divaricazione interna alle anime moderate della coalizione tra chi tifa per la segretaria e chi per l’ex premier.

1 Comment

  1. Ma come si fa a continuare così? Il centrosinistra è in difficoltà e i sondaggi non mentono… A questo punto sembra quasi che Conte sia l’unico con un po’ di carisma, mentre Schlein fatica a farsi sentire. E in mezzo, le manovre centriste che non fanno altro che complicare le cose. Mah, ci vorrebbe davvero una bella rivoluzione…

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