La Fed di Warsh si prepara per la sua prima riunione: attese tensioni con i tassi di interesse

12.06.2026 05:45
La Fed di Warsh si prepara per la sua prima riunione: attese tensioni con i tassi di interesse

Rialzo dei tassi da parte della BCE: la risposta all’inflazione crescente

La Banca centrale europea (BCE) ha deciso di aumentare il tasso sui depositi di un quarto di punto, portandolo al 2,25%, in risposta a un’inflazione che negli Stati Uniti ha raggiunto il 4,2% e in Europa il 3,2%. Questa manovra segna il primo rialzo dopo tre anni e indica una chiara linea anti-inflazione, riporta Attuale.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha spiegato che “la decisione che abbiamo preso non è una decisione forte, è chiaramente un segnale ed era necessaria”, sottolineando le incertezze economiche e le previsioni sull’inflazione. Secondo Lagarde, l’inflazione probabilmente continuerà a crescere durante l’estate e “dovrebbe tornare verso il target del 2% nell’autunno del 2027”.

Le conseguenze di questo rialzo influiscono già sulle finanze delle famiglie europee. Secondo la FABI, il costo dei mutui potrebbe superare il 4%, con un aumento mensile compreso tra i 59 e i 70 euro su un prestito da 100.000 euro. Tuttavia, c’è preoccupazione per i consumi e la crescita, dato che una stretta monetaria potrebbe rallentare un’economia già fragile, portando la BCE a rivedere le previsioni di crescita dallo 0,9% allo 0,8%.

Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha dichiarato che “più che un rialzo dei tassi, mi aspettavo un ribasso”. La prima incertezze riguarda l’efficacia della manovra per contenere l’inflazione, che è stata in parte causata dai conflitti in Medio Oriente e dalla crisi energetica. Il ministro dell’Economia, Giorgetti, ha avvertito che “l’aumento dei tassi non risolve il problema energetico” e ha espresso preoccupazione per ulteriori rialzi, considerando il debito italiano.

Un’altra incognita sarà se questo rialzo di 25 punti base rappresenta l’inizio di una serie di aumenti. Goldman Sachs prevede “due o più rialzi” senza necessariamente avviare un nuovo ciclo, mentre Generali Investments vede un solo rialzo nel 2026. La terza incognita riguarda l’incertezza legata alla fine della guerra, una situazione che si riflette anche negli Stati Uniti. La prossima settimana, la Fed, sotto la direzione di Kevin Warsh, terrà la sua prima seduta. Ci si interroga se Warsh alzerà i tassi, contraddicendo le aspettative del suo principale sostenitore, Donald Trump, che ha spinto per una politica monetaria espansiva.

Warsh non ha mai nascosto la sua opinione che i tassi potrebbero scendere, sostenendo che la crescita della produttività dovuta agli investimenti in intelligenza artificiale potrebbe avere effetti deflazionistici. Tuttavia, è improbabile che possa ridurre i tassi nella situazione attuale; è più probabile che mantenga i tassi invariati, con una possibile revisione a dicembre.

Anche se le due banche centrali dovessero muoversi in direzioni opposte, il divario tra i tassi statunitensi (tra il 3,5% e il 3,75%) e quelli europei rimarrebbe sostanzialmente invariato, così come il divario in termini di innovazione. Lagarde ha affermato che “si può fare di più” per stimolare la crescita attraverso riforme strutturali, incoraggiando un mercato europeo senza ostacoli. Ma la realtà potrebbe rivelarsi ben diversa, dimostrando che l’amore per una crescita sostenibile era solo un’illusione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere