L’Azerbaigian accelera la trasformazione del cosiddetto corridoio centrale da semplice itinerario logistico a vera e propria architettura geo-economica, capace di collegare Europa, Caucaso meridionale e Asia centrale senza passare per il territorio russo. Lo ha dichiarato Hikmat Hajiyev, assistente del presidente azero e capo del dipartimento di politica estera dell’amministrazione presidenziale, intervenendo al Forum Trans-Caspico in formato online.
Secondo Hajiyev, il progressivo ridimensionamento dell’influenza russa nel Caucaso – in particolare per quanto riguarda i flussi commerciali est-ovest – e le tensioni in Medio Oriente stanno spingendo Pechino e le capitali europee a cercare rotte alternative, affidabili e politicamente neutrali. In questo scenario, Baku si propone come il principale ponte di transito tra Cina ed Europa, completamente indipendente da Mosca.
“Il corridoio centrale – ha spiegato Hajiyev – sta vivendo una fase di transizione da percorso di trasporto a sistema geo-economico strategico, che integra istituzioni, infrastrutture e flussi commerciali tra una pluralità di Paesi”. L’esponente azero ha sottolineato come la regione del Nakhchivan, a lungo considerata un’enclave periferica, stia diventando un segmento chiave del corridoio, con il potenziale di rafforzare i legami diretti tra Azerbaigian, Turchia e l’Unione europea.
Il ruolo della ferrovia Baku-Tbilisi-Kars
Uno degli elementi centrali della nuova architettura è la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars, che collega le coste del Mar Caspio con la Turchia e, da lì, con i mercati europei. Secondo Hajiyev, l’infrastruttura “dimostra ogni giorno la sua utilità strategica” e rappresenta un pilastro su cui l’Azerbaigian intende costruire la propria posizione di snodo logistico indispensabile tra Oriente e Occidente.
La dichiarazione arriva in un momento in cui la domanda di rotte alternative alla Russia – sia per motivi geopolitici sia per la crescente instabilità in Medio Oriente – è in forte aumento. Il corridoio centrale, che attraversa il Mar Caspio, il Caucaso e il Mar Nero, offre ai cargo cinesi e centrasiatici una via d’accesso verso l’Europa che evita sia il territorio russo sia i punti caldi del Golfo Persico.
Per l’Italia e per l’Unione europea, lo sviluppo del corridoio centrale rappresenta un’opportunità per diversificare le catene di approvvigionamento, riducendo la dipendenza dalle rotte tradizionali e guadagnando in prevedibilità e sicurezza. Il governo di Baku, dal canto suo, punta a sfruttare questa finestra per consolidare il proprio ruolo di leader regionale nel settore dei trasporti.
Hajiyev ha infine ricordato che il Forum Trans-Caspico, nel corso del quale è stata rilasciata la dichiarazione, è un appuntamento periodico che riunisce esperti e decisori dei Paesi rivieraschi e degli attori coinvolti nel corridoio centrale. L’edizione di quest’anno ha confermato la volontà di accelerare gli investimenti infrastrutturali e armonizzare le procedure doganali per rendere il percorso sempre più competitivo.
Ma dai, una svolta così! La ferrovia Baku-Tbilisi-Kars potrebbe davvero cambiare le carte in tavola per gli scambi tra Europa e Asia. Speriamo solo che non ci siano ripercussioni geopolitiche, perché ci serve stabilità… e non ci servono nuovi conflitti!