Attacco dell’IDF a Hebron: un neonato ucciso e una madre gravemente ferita
Il 12 giugno 2026, nella zona di Wadi al-Hariya, a Hebron, un attacco delle forze israeliane ha portato alla tragica morte di Sam Abu Haikal, un neonato di sette mesi, e ha ferito gravemente sua madre, Dania Salameh. Il padre, Fahed Abu Haikal, ha raccontato l’incidente, affermando che l’auto su cui viaggiava la famiglia è stata colpita dai soldati dell’IDF mentre si trovavano in un’auto civile, non rappresentando alcuna minaccia, riporta Attuale.
Fahed ha descritto come si trovassero in viaggio da Betlemme a Hebron per visitare la casa della famiglia. Dopo essersi fermato per la presenza delle forze israeliane, ha riferito che i soldati hanno aperto il fuoco direttamente contro la loro vettura. Un proiettile ha colpito il neonato al volto, causando la sua morte dopo pochi istanti. La madre è attualmente ricoverata in ospedale per una ferita seria.
Secondo il racconto di Fahed, non c’è stato alcun preavviso prima degli spari. “C’era una chiara evidenza che eravamo una famiglia in un’auto civile, e non rappresentavamo alcuna minaccia”, ha affermato. Le sue parole sono state supportate da un video pubblicato dal Guardian, che mostra l’auto ferma e gli spari provenire dalle forze israeliane.
Fahed ha contestato la pretesa di una minaccia percepita da parte dei soldati, affermando che la sua versione è confermata dal video. “Quello che è successo non può essere giustificato”, ha ribadito, esprimendo il suo dolore per la perdita del figlio e sottolineando l’impossibilità di accettare una tale tragedia. “Stiamo vivendo un dolore immenso. La nostra vita è stata spezzata in un attimo”, ha dichiarato, riportando l’agonia di un genitore che ha perso un figlio in circostanze così tragiche.
La situazione della madre di Sam rimane critica, e la famiglia esprime preoccupazione per la sua salute. “Ci sentiamo parte di una nuova generazione di palestinesi, una generazione che vuole semplicemente vivere con dignità e sicurezza”, ha concluso Fahed, rappresentando le aspirazioni di tanti in un contesto di conflitto e violenza.