Roma, 13 giugno 2026 – Furti di farmaci anti tumorali, costosissimi. Rubati, contraffatti, conservati male. Alla fine dannosissimi per la salute. Sono al centro di una rete criminale che riporta alle mafie. Un ‘mercato’ che assicura guadagni superiori alla droga. Lo dimostrano indagini internazionali e inchieste dei carabinieri e della polizia in tutta Italia. Tra i filoni c’è anche quello che arriva dritto in Egitto. Tra i medicinali anche quelli usati per dimagrire e per i ritocchi estetici, come il botulino, riporta Attuale.
Furti di farmaci salvavita, danni per milioni di euro
Questo mondo sotterraneo è illuminato dalle note dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Quella del 1 giugno, firmata da Domenico Di Giorgio, direttore dell’ufficio carenze, qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico, segnala un furto “avvenuto durante il trasporto nella tratta Livraga (Lodi)-Napoli” con la raccomandazione di “evitare che questi medicinali possano essere re-immessi nella catena di fornitura legale di distribuzione”. L’assalto ai carichi di medicine si sta configurando come quello ai furgoni portavalori.
La cronaca è affollata di casi. Da Trieste a Napoli, passando per Cremona e Reggio Emilia. Colpi messi a segno grazie a una rete di complici e ricettatori, bottino di milioni, frutto del saccheggio nelle farmacie ospedaliere.
Il fenomeno delle ricette mediche false
Questi casi s’incrociano con il fenomeno delle ricette false e con il furto di timbri medici. Sono continue le segnalazioni della Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani), spesso riguardano psicofarmaci o oppioidi come l’ossicodone. Di Giorgio spiega che anche questo è un modo per ‘rastrellare’ farmaci da inviare all’estero. Lo scenario fa da sfondo alla morte di Andrea Prospero, che aveva solo 19 anni ed è stato ritrovato cadavere in un b&b di Perugia. Si sta celebrando il processo a un coetaneo per istigazione al suicidio.
Le indagini in Campania: il racket dei farmaci salvavita
A marzo dieci persone a Napoli sono state indagate per furto pluriaggravato e ricettazione di farmaci oncologici salvavita. L’inchiesta è durata un anno e si è conclusa con sei arresti, custodia in carcere per una guardia giurata accusata di essere stato il basista della banda che ha colpito più volte il policlinico Federico II. L’abilità nel mettere a segno i colpi non corrispondeva però alla capacità di conservare il preziosissimo carico: i farmaci rubati finivano sul mercato come potenzialmente dannosi, perché i ladri, ad esempio, interrompevano la catena del freddo.
Le indagini in Emilia Romagna
Partiva sempre da Napoli la banda che ad aprile è finita nella rete della polizia a Reggio Emilia: aveva svaligiato i depositi farmaceutici dell’Ausl emiliana per due milioni di euro, portandosi via un tesoro di farmaci oncologici ed immunodepressori. E c’è anche un egiziano residente in Lombardia, nella provincia di Lodi, tra i sei destinatari di misure cautelari. Per gli investigatori era il committente.
Le indagini internazionali
Tra le ultime indagini internazionali ha colpito duro la diciottesima edizione di Pangea, conclusa a marzo, coordinata dall’Interpol e svolta in 90 Paesi. Sono stati sequestrati sei milioni di farmaci contraffatti per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. La conferma di quanto questo mercato si muova in Rete è data dalla chiusura di 5.700 siti web illegali.
Sempre a marzo ha portato al sequestro di mezzo milione di euro nel nostro Paese (33 milioni in Europa) l’operazione Shield VI, la sigla sta per Safe health implementation, enforcement and legal development. In Italia, tra aprile e novembre 2025, sono state sequestrate 2.800 confezioni di farmaci dimagranti, antibiotici, antinfiammatori, medicinali per la disfunzione erettile e botulino. Altre 1.800 confezioni erano farmaci dopanti destinati al mondo dello sport.