La Russia ha lanciato nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2026 un massiccio attacco combinato contro l’Ucraina, impiegando 70 missili e 611 droni di vario tipo. Il bersaglio principale è stata Kiev, dove si registrano almeno 4 morti e 30 feriti, ma sono state colpite anche Dnipro e Kharkiv. Tra gli obiettivi colpiti nella capitale, la Cattedrale dell’Assunzione della Lavra delle Grotte, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, ha riportato danni al tetto e un incendio.
I danni a Kiev
I soccorsi operano su circa 50 siti in quasi tutti i distretti della città. Nel distretto di Obolon sono stati danneggiati alcuni edifici residenziali e magazzini, con incendi che hanno distrutto una trentina di auto. A Podil, un incendio ha colpito una casa privata e un edificio di tre piani. Nel distretto di Solomjanka sono state danneggiate abitazioni e una scuola. A Pečersk, oltre al tetto della cattedrale, l’incendio si è esteso a edifici residenziali e non residenziali. Nel distretto di Dnipro, i frammenti hanno danneggiato case; a Desna, un incendio è divampato in un asilo. A Holosiiv, un magazzino e un’infrastruttura sono stati colpiti. I bombardamenti hanno danneggiato linee elettriche, lasciando 140.000 utenze senza corrente nella parte settentrionale della capitale.
Il doppio attacco su Kharkiv
A Kharkiv, le forze russe hanno colpito un’impresa civile nel distretto di Kholodnohirsky con una tattica di doppio attacco: dopo il primo missile, che ha ferito tre civili, un secondo è stato sganciato mentre i soccorritori erano al lavoro, uccidendo 5 vigili del fuoco del Servizio statale di emergenza (DSNS) e ferendone altri 5. Le autorità ucraine hanno definito l’azione un crimine di guerra, vietato dalle Convenzioni di Ginevra.
Danni al patrimonio culturale
Oltre alla Lavra, l’attacco ha colpito la National Film Studio Dovzhenko, dove è andata distrutta la più grande e antica collezione di costumi del Paese, circa 100.000 costumi e tre milioni di capi di abbigliamento. Anche il Museo d’Arte di Kharkiv, che custodisce una delle collezioni più pregiate dell’Ucraina, è stato danneggiato. Kiev ha denunciato la sistematica distruzione di beni culturali, definendola una violazione della Convenzione dell’Aja per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.
La richiesta di difesa aerea
Le autorità ucraine hanno rinnovato la richiesta di sistemi di difesa aerea aggiuntivi, come Patriot, Nasams e Iris-T, sottolineando che ogni batteria in più significa vite salvate. Hanno inoltre denunciato le lacune nelle sanzioni occidentali che permettono alla Russia di procurarsi componenti per missili e droni attraverso Paesi terzi, chiedendo sanzioni secondarie e il blocco completo dei flussi finanziari russi. Kiev insiste anche sulla necessità di poter colpire i lanciatori russi prima del lancio, attualmente impedito dalle restrizioni all’uso di armi occidentali a lungo raggio.