La Fondazione Lucio Dalla diffida l’utilizzo della sua musica in contesti politici
Lucio Dalla non si tocca. La sua arte, le sue parole e la sua musica non sono in vendita o in prestito, specialmente se legate a “iniziative di qualsiasi natura politica”. Questa è la posizione adottata dalla Fondazione Lucio Dalla, intervenuta dopo che il generale Roberto Vannacci ha cercato di appropriarsi del brano “Futura” durante l’assemblea costituente del suo partito, Futuro Nazionale, a Roma, dove il celebre inno è stato scelto come sottofondo per l’evento, riporta Attuale.
La Fondazione, che tutela l’eredità artistica di Dalla, ha quindi lanciato una diffida, sottolineando che “nessuna richiesta e nessuna liberatoria è mai stata concessa” per l’utilizzo della canzone da parte del partito di destra. Nato a Bologna il 4 marzo 2014, il sodalizio ha evidenziato che non è stata mai ricevuta “alcuna comunicazione” né autorizzazione per l’uso della canzone “Futura” in occasione dell’assemblea romana. Questo evento ha sorpreso negativamente i rappresentanti della Fondazione.
Il comunicato chiarisce che la posizione di distacco rispetto all’uso politico della musica di Dalla non dipende dalle affiliazioni politiche, bensì dal principio che il Maestro ha sempre operato in modo apolitico e apartitico. “Il Maestro Lucio Dalla ha sempre improntato la sua attività e creatività in maniera apolitica e apartitica”, ha affermato la Fondazione, sottolineando che “si rigetta qualunque accostamento delle opere” del compositore a iniziative politiche. Inoltre, si diffida chiunque dall’indebito utilizzo delle opere per tali fini.
Il comunicato conclude con l’avviso di poter intraprendere azioni legali a tutela della memoria artistica di Lucio Dalla, coinvolgendo anche tutti i detentori dei diritti, inclusi editori e il produttore Sony Music. Poche ore prima della pubblicazione della diffida, Daniele Caracchi, rappresentante della Fondazione, ha espresso la propria sorpresa: “Non ne sapevamo niente, lo abbiamo appreso ieri sera – ha dichiarato – e, sinceramente, siamo rimasti spiazzati”.
Caracchi ha evidenziato inoltre che “non ci piace che un brano di Lucio e la sua immagine vengano utilizzati in contesti politici”. Ha anche rimarcato il desiderio di rispettare la scelta di Dalla di mantenere una posizione neutra: “Lucio era apolitico, al di fuori da qualsiasi situazione. Una figura senza appartenenza politica e lontano da ogni ragionamento di parte, qualsiasi essa sia”.