Il parlamento ungherese approva un’emendamento che limita il mandato dei primi ministri a 8 anni
Il parlamento ungherese ha approvato un emendamento costituzionale che limita a 8 anni, consecutivi o meno, il mandato del primo ministro. La proposta è stata approvata con 135 voti a favore e 50 contrari. L’emendamento avrà effetto retroattivo, impedendo così a Viktor Orbán – l’ex primo ministro di estrema destra responsabile di 16 anni di dominio politico che ha gravemente indebolito la democrazia nel paese – di tornare come primo ministro. Orbán era stato recentemente rieletto leader del suo partito, Fidesz, nonostante la netta sconfitta subita alle elezioni dello scorso aprile, riporta Attuale.
L’emendamento deve essere firmato dal presidente della Repubblica, Tamás Sulyok, che è vicino al partito di Orbán e resterà in carica fino al 2029. In seguito alla vittoria elettorale, il nuovo primo ministro ungherese, Péter Magyar, aveva chiesto le dimissioni di Sulyok, ma il presidente si è rifiutato. Se Sulyok dovesse rifiutare di firmare l’emendamento, il parlamento potrà approvarlo comunque con una seconda votazione.
La modifica legislativa votata il 15 giugno mira anche ad abolire l’Ufficio di protezione sovrana del governo, considerato dalla Commissione europea come in violazione del diritto comunitario e criticato per essere stato utilizzato dal regime di Orbán per consolidare il proprio potere. Questo Ufficio era stato istituito da Orbán nel 2023 con l’intento di indagare e monitorare individui, partiti e organizzazioni, inclusi ong e media, ritenuti sospetti di svolgere attività nell’interesse di attori stranieri.
In aggiunta, l’emendamento consente al governo di smantellare le fondazioni utilizzate da Orbán per privatizzare le università e trasferirne il controllo a membri del suo partito.