Decisione posticipata sul caso di Saman Abbas: l’udienza si svolge in Corte di Cassazione
Il rinvio per la decisione al 15 luglio è stato l’esito dell’udienza di ieri, tenutasi a Roma nella Corte di Cassazione, dove è iniziato il terzo grado di giudizio nel processo riguardante i familiari di Saman Abbas. La diciottenne pakistana fu uccisa a casa sua nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021 a Novellara (Reggio Emilia) e sepolta in un casolare nelle vicinanze. Saman aveva rifiutato un matrimonio combinato con un cugino nel suo Paese d’origine; il suo corpo venne rinvenuto nel novembre 2022. Ad aprile 2025, la Corte d’Appello confermò l’ergastolo per i genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, mentre la pena per lo zio aumentò da 14 a 22 anni. Per i due cugini, Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, invece, la condanna passò dall’assoluzione all’ergastolo. Durante la requisitoria della procura generale della Cassazione, l’avvocato generale Marco Dall’Olio ha richiesto la conferma di tutte le condanne, descrivendo l’evento come “un atto agghiacciante, corale e premeditato”. Le difese, invece, si sono concentrate sul tentativo di contestare l’aggravante della premeditazione e sulla rivalutazione della testimonianza del fratello minore di Saman, che in primo grado era stata considerata inattendibile, ma che in appello è diventata cruciale per la sentenza, riporta Attuale.
Giulia Beneventi