Il futuro politico di Forza Italia e l’evoluzione del centrodestra
Un esponente di lungo corso della Democrazia Cristiana, mantenendo l’anonimato, sostiene che Vannacci non rappresenta una vera minaccia. Nell’ottica di chi governa a destra, l’atmosfera di estremismo potrebbe favorire Forza Italia, creando una brezza che condurrà il partito verso posizioni più centriste, senza abbandonare la coalizione. Si tratterebbe di una strategia per accogliere a sè i vari gruppi che si contendono l’area rimasta orfana della Dc, attualmente suddivisa tra ben 33 sigle, molte delle quali collocatesi attorno allo zero percento, riporta Attuale.
In un contesto di bipartitismo de facto, chi si considera al centro tende a oscillare tra le due forze politiche esistenti. Attualmente, l’orientamento del Partito Democratico, guidato da Schlein, è sempre più rivolto a sinistra, con alleanze con il Movimento 5 Stelle e Avs, relegando marginalmente figure centriste come Renzi e i fuoriusciti riformisti guidati da Pina Picierno.
È anche vero che se Vannacci continua a influenzare le dinamiche politiche, il centrodestra potrebbe spostarsi ulteriormente verso il centro per evitarlo. Questa evoluzione si potrà verificare solo dopo il conteggio dei voti delle Politiche, ma al momento si nota un crescente attivismo tra i centristi di destra. Una storia ricca di complessità si dipana, cominciando dallo Scudo Crociato, nato per dar vita al Partito Popolare, che poi si orientò anche a sinistra, dando origine al dissenso di Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella, i quali, guardando verso la neonata Forza Italia, fondarono il Ccd, integrando già il Patto Segni.
Il percorso successivo vede il Ccd unito al Cdu, fondando nel 2002 l’Udc insieme alla De (Democrazia Europea) di Sergio D’Antoni. Parallelamente, Mastella fonda l’Udr, che più tardi diventa Udeur, resistendo fino al 2013, prima di passare a Forza Italia.
Oggi, nonostante le numerose sigle che occupano l’area moderata, Forza Italia rimane preminente. La trasformazione in atto non è significativa, dal momento che Silvio Berlusconi ha sempre inteso creare un partito liberale e moderato sin dall’inizio della sua carriera politica, unendo posizioni con la destra.
Questa continua a essere la casa dei centristi di destra, ma già si scorge Carlo Calenda, ultimo a perseguire l’idea di un terzo polo alternativo, parlando sia a sinistra che a destra quando necessario. Teoricamente, un’alternativa esiste, ma pratiche scelte potrebbero suggerire che l’ex ministro, tra le opzioni proposte, abbia già optato per il suo cammino.