David Waller: l’incertezza del memorandum di intesa USA-Iran e i rischi di un negoziato complesso

18.06.2026 14:55
David Waller: l'incertezza del memorandum di intesa USA-Iran e i rischi di un negoziato complesso

Situazione incerta sul programma nucleare iraniano nel nuovo Memorandum di Intesa

NEW YORK – Nel Memorandum of Understanding (MOU) per la pace fra Iran e Stati Uniti, si pone un grande punto interrogativo sull’eliminazione del programma nucleare iraniano. Il paragrafo che affronta la questione è oscuro. Qual è l’esito previsto? Cosa potrà realmente ottenere l’America dall’Iran?, riporta Attuale.

David Waller, ex numero due dell’International Atomic Energy Agency (IAEA) e inviato del presidente Reagan, è una figura con una vasta esperienza nelle trattative con l’Iran. Dopo un lungo incarico a Vienna dal 1993 al 2012, Waller ha osservato da vicino le dinamiche negoziali di Teheran. Sebbene la sua posizione non gli abbia consentito di diventare il direttore dell’agenzia per le leggi in vigore, ha avuto un’importante influenza nelle decisioni statunitensi in materia di nucleare.

Waller sottolinea che la sua lunga esperienza gli ha permesso di comprendere a fondo le tecniche negoziali iraniane e di formulare un giudizio sulla loro credibilità, considerata minima. Alla luce del Memorandum che ha portato a un cessate il fuoco e prelude a negoziati definitivi, il difficile problema del disarmo nucleare dell’Iran diventa cruciale.

Il documento MOU, secondo Waller, è temporaneo e apre la strada a 60 giorni di trattative, ma è caratterizzato da segretezza e ambiguità. Le dichiarazioni contrastanti tra la parte statunitense e quella iraniana riguardo al congelamento dei fondi e all’interpretazione del testo sembrano riflettere potenziali fraintendimenti e disaccordi tra le due nazioni.

Waller commenta l’ottimismo del presidente Donald Trump, evidenziando la difficoltà delle negoziazioni con l’Iran. «Ho negoziato per decenni con l’Iran e posso prevedere che siano abilissimi a guadagnare tempo», dichiara.

La questione del tempo disponibile per giungere a un accordo è centrale secondo Waller. Riferendosi a negoziati passati, egli fa notare che anche con esperti di alto livello come William Burns, ci sono volute lunghe e complesse trattative per arrivare a un accordo significativo sul nucleare. Il timore di Waller è che i 60 giorni di negoziato non siano sufficienti per arrivare a un risultato concreto e duraturo.

Infine, il parere di Waller sul passato accordo nucleare del 2015 è chiaramente positivo: «Era molto più affidabile di quanto affermato», afferma, sottolineando che gli Stati Uniti avevano accesso a ispezioni approfondite. Sottolinea anche la necessità di garantire la stessa intrusività negli attuali negoziati per salvaguardare gli interessi americani e quelli della comunità internazionale.

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