Moldova accusa i servizi segreti russi di raccogliere dati personali per frodi coordinate con la criminalità

19.06.2026 11:10
Moldova accusa i servizi segreti russi di raccogliere dati personali per frodi coordinate con la criminalità
Moldova accusa i servizi segreti russi di raccogliere dati personali per frodi coordinate con la criminalità

La Moldova ha accusato ufficialmente i servizi segreti russi di coordinare una vasta operazione di raccolta di dati personali dei cittadini, utilizzando reti criminali transnazionali e il database del movimento filorusso Shor, per mettere in atto frodi finanziarie e rubare denaro dai conti correnti. Il Servizio informazioni e sicurezza (SIS) di Chișinău ha definito l’operazione parte di una guerra ibrida volta a destabilizzare il paese.

Secondo quanto reso noto dal SIS, i servizi segreti russi avrebbero ottenuto dati attraverso molteplici canali: acquisti illegali su darknet, accessi non autorizzati a server privati e sfruttando il database dell’organizzazione criminale “Shor”, che contiene informazioni dettagliate su oltre 145.000 cittadini moldavi. I dati includono nomi, indirizzi email, numeri di telefono, domicili e copie di documenti d’identità.

###Un database di 145mila cittadini

Il materiale raccolto viene poi trasmesso a gruppi criminali transnazionali, che lo utilizzano per schemi fraudolenti, furto di fondi da carte di credito e altre operazioni di sottrazione di denaro contante. “Queste azioni non sono casi isolati e mirano a minare la stabilità nazionale”, ha dichiarato il SIS. “L’obiettivo degli attacchi coordinati è creare nella società un senso di insicurezza e sfiducia”.

###La rete Shor come strumento del Cremlino

La presenza nel lotto di dati rubati del database del movimento Shor – che conta informazioni su oltre 145.000 persone – è considerata prova diretta che le forze filorusse in Moldova hanno raccolto informazioni per conto di Mosca. Secondo il SIS, ciò dimostra che l’opposizione interna è di fatto integrata nella rete di intelligence russa, trasformando l’attività politica in uno strumento di guerra ibrida. I dati dei propri sostenitori diventano così una risorsa per attacchi su larga scala contro il sistema finanziario e la sicurezza privata.

###L’allarme per la sicurezza finanziaria

La trasmissione dei dati rubati a organizzazioni criminali internazionali rappresenta una minaccia per la stabilità economica del paese. Gli attacchi coordinati portano a svuotamenti di conti correnti e drenaggio di capitali dal sistema bancario, colpendo in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione. Il settore bancario è sottoposto a uno stress enorme, mentre le forze dell’ordine devono indagare su migliaia di crimini informatici transfrontalieri.

###Un modello esportabile verso l’Europa

Le autorità moldave temono che questa operazione, se riuscita, possa essere rapidamente adattata e replicata in altri paesi, dagli Stati baltici alla Polonia fino agli stati membri dell’UE e della Nato. Il Cremlino starebbe così istituzionalizzando la collaborazione con sindacati criminali internazionali, creando un modello in cui i servizi segreti russi fungono da fornitori di dati rubati e le organizzazioni criminali eseguono frodi finanziarie. Ciò consentirebbe a Mosca di mascherare un’aggressione statale mirata sotto spoglie di attività criminale ordinaria.

Il SIS raccomanda ai cittadini moldavi di non fornire dati personali a sconosciuti, di non rivelare password al telefono e di verificare ogni richiesta di codici di accesso o trasferimenti di denaro. La guerra ibrida, avvertono gli analisti, ha trovato nel furto di identità e nella manipolazione finanziaria una leva per minare la fiducia nelle istituzioni e nel percorso europeo del paese.

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