È morta Mona Khalil, l’attivista ecologista libanese colpita da un raid israeliano
Mona Khalil, attivista ecologista di 76 anni, è deceduta per le ferite subite durante un attacco israeliano alla sua abitazione di Mansouri, avvenuto il 4 giugno. La sua morte, avvenuta dopo due settimane di ricovero all’AUBMC di Beirut, segna la fine di una vita dedicata alla protezione delle tartarughe marine lungo la costa libanese, riporta Attuale.
Khalil, conosciuta come la “guardiana delle tartarughe”, aveva rifiutato di lasciare la sua casa nonostante le guerre che hanno colpito la regione. Era nota per il suo impegno nella salvaguardia della fauna acquatica e della biodiversità del Libano, con oltre vent’anni di dedizione alla causa.
Dopo l’attacco, aveva ripreso conoscenza, ma le sue condizioni erano rapidamente peggiorate. Era stata trasferita all’American University of Beirut Medical Center (AUBMC) da un altro ospedale nel sud del Libano.
Il suo impegno era iniziato nel 1999, quando scoprì le tartarughe che deponevano le uova sulla spiaggia di Mansouri. Poco dopo, aveva abbandonato la carriera di restauratrice d’arte nei Paesi Bassi per dedicarsi completamente alla protezione delle tartarughe, fondando l’Orange House Project nel 2000, dopo il ritiro israeliano dal sud del Libano.
La sua vita rappresenta una testimonianza di resilienza e passione per la natura, chiudendo un capitolo significativo nella storia dell’impegno ambientalista in Libano.
È veramente scioccante sapere che una persona così dedita alla causa ambientale possa perdere la vita in un attacco. La passione di Mona per le tartarughe è un esempio per tutti noi, ma ci fa anche riflettere su quanto sia fragile la pace in alcune regioni del mondo. Speriamo che la sua eredità continui a ispirare.