Lega in crisi interna: Salvini resiste nonostante le pressioni per Zaia

22.06.2026 06:15
Lega in crisi interna: Salvini resiste nonostante le pressioni per Zaia

Salvini ribadisce la sua leadership mentre cresce il malcontento all’interno della Lega

“Io rispetto i militanti che mi hanno chiesto l’anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò”. Con queste parole, il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini ha escluso ogni possibilità di congresso anticipato, rispondendo alle richieste di alcuni membri del partito, tra cui la consigliera veneta Elisa De Berti, che lo invitano a ritirarsi per favorire la candidatura di Luca Zaia come nuovo segretario. La Lega si avvia quindi a uno showdown interno in vista delle elezioni Politiche 2027, con il timore che l’ascesa di Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci, possa ridurre il partito sotto la soglia di sbarramento del 3%, sostenuta finora dal voto tradizionale nel Nord, riporta Attuale.

Salvini ha inoltre chiarito la sua opinione sulla democrazia, affermando: “Io adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me”. Ha rivelato di avere avuto frequenti contatti con Zaia e Fedriga negli ultimi dieci giorni per discutere di un nuovo organismo di raccordo con i territori, che dovrebbe essere presentato durante un raduno in provincia di Treviso il prossimo fine settimana. “Domani (oggi, ndr) si lavora”, ha dichiarato, esprimendo la necessità di concentrarsi sulle questioni internazionali piuttosto che sulle divisioni interne. Durante il ‘ritiro’ della Lega del 4 e 5 luglio a Mogliano Veneto, il leader intende discutere di temi importanti per il futuro del partito.

Nonostante le affermazioni di Salvini, il malcontento all’interno della Lega è palpabile. Molti parlamentari e dirigenti ritengono che la proposta di una cabina di regia territoriale, che coinvolge il governatore friulano, possa non bastare a risolvere la crisi che il partito affronta dopo i successi dell’ultimo decennio. La proposta di un’ala nordista autonoma, simile al modello tedesco Cdu/Csu, avanzata da Zaia, è stata rifiutata da Salvini, segnando un ulteriore passo nel declino del partito. I governatori del Nord si dichiarano pronti alla battaglia e hanno rifiutato incarichi che non offrano reali capacità decisionali.

Ieri si sono tenute le primarie della Lega milanese, con circa quaranta gazebo allestiti per scegliere il candidato da proporre al centrodestra per le elezioni comunali del 2027. Salvini ha indicato Silvia Sardone come sua favorita, una scelta che la candidata ha ricevuto con gratitudine. Tuttavia, il voto dei 10.000 militanti che hanno partecipato, nonostante il caldo torrido milanese, potrebbe rivelarsi più una manifestazione di supporto a Salvini che un sostegno diretto alla candidatura della Sardone. La priorità della Lega è aprire rapidamente un tavolo per le prossime comunali, puntando a lanciare Sardone nelle primarie di coalizione. Alcuni critici di Salvini, comunque, potrebbero considerare favorevolmente un’eventuale candidatura dell’attuale leader come sindaco di Milano, qualora ciò possa portare a un suo allontanamento dalla scena politica, che sia con successo o meno.

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