Il bilancio della Brexit a dieci anni dal referendum: crescita stagnante e immigrazione in aumento
A dieci anni dal referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il bilancio della Brexit continua a suscitare dibattito. Durante le Conversazioni del Corriere, il corrispondente da Londra Luigi Ippolito e l’editorialista Beppe Severgnini hanno discusso gli effetti della separazione da Bruxelles su economia, immigrazione e politica britannica, evidenziando che, nonostante il crescente pentimento di parte dell’opinione pubblica, un ritorno nell’Unione europea appare molto lontano, riporta Attuale.
Le dichiarazioni di Ippolito evidenziano che, secondo l’analisi de The Economist, la Brexit ha reso la vita nel Regno Unito «un po’ più fastidiosa» e ha agito come un freno sull’andamento economico, accentuando trend già esistenti dalla crisi finanziaria del 2007-2008. Da allora, la produttività è stagnante e la crescita è anemica. Inoltre, la Brexit ha colpito negativamente settori come le esportazioni agroalimentari, nonostante il settore dei servizi stia prosperando. Le previsioni iniziali indicavano una contrazione dell’economia britannica del 4%, ma studi successivi stimano il calo tra il 2,5% e l’8%. Tuttavia, queste valutazioni rimangono proiezioni teoriche piuttosto che dati empirici.
Un altro punto cruciale riguardo alla Brexit è stato l’impatto sulle politiche di immigrazione. Ippolito ha sottolineato come, contrariamente alle aspettative, il governo di Boris Johnson ha liberalizzato il sistema di immigrazione, risultando in un aumento significativo degli ingressi regolari, specie da Asia e Africa. Attualmente, un residente su cinque in Inghilterra è un immigrato nato all’estero, e considerando le seconde generazioni, la percentuale di persone con un background di immigrazione raggiunge probabilmente il 40%.
Ippolito ha anche messo in discussione il ruolo di Nigel Farage, un attore chiave nel movimento pro-Brexit. Dopo aver ottenuto il successo del referendum, Farage è scomparso dalla scena politica solo per riemergere ora come favorito alle prossime elezioni. La sua abilità nel captare l’umore dell’opinione pubblica è stata sottolineata, insieme all’osservazione che il suo rientro potrebbe rappresentare un calcolo politico più che una semplice casualità.
Infine, riguardo alla possibilità di un secondo referendum sulla Brexit, Ippolito ha espresso scetticismo, definendola «praticamente impossibile». Attualmente i sondaggi mostrano una maggioranza favorevole a un ritorno nell’UE, ma, secondo lui, è fondamentale considerare il contesto economico e le dinamiche politiche che potrebbero influenzare l’opinione pubblica.
In conclusione, a dieci anni dall’uscita dall’Unione Europea, gli effetti della Brexit rimangono complessi e controversi, con un’economia che mostra segni di stagnazione e dinamiche migratorie che hanno profondamente cambiato la società britannica.