Nuove rivelazioni sull’abbattimento del F-15 americano in Iran
Il 3 aprile 2026, un aereo F-15 statunitense è stato abbattuto dalle forze della difesa iraniana, un evento che ha sollevato interrogativi tra i servizi di intelligence americani. Secondo il pilota, pochi istanti prima dell’abbattimento, egli avrebbe notato un gruppo di droni simile a «una medusa» volare nell’area dell’incidente, riporta Attuale.
Il pilota ha descritto un velivolo più grande, accompagnato da droni più piccoli che costituivano una sorta di coda. Questi droni si mantenevano in hovering per poi muoversi in formazione compatta. Una seconda fonte, citata dalla CNN, ha paragonato la situazione a un campo minato di droni. Non sono state chiarite le cause dell’abbattimento; tuttavia, si considera che i droni potrebbero aver favorito l’intercettamento dei sistemi di difesa iraniani.
L’episodio ha avuto sviluppi drammatici: il pilota è stato recuperato quasi immediatamente, mentre l’addetto alle armi è stato salvato il giorno successivo attraverso un’operazione complessa nei pressi di Isfahan, segnata dalla perdita di quattro elicotteri e di alcuni C-130 distrutti dai commandos stessi per evitare che cadessero in mani nemiche. Il racconto ha alimentato molte speculazioni, con alcuni che sostengono che le unità iraniane avessero come obiettivo un sito nucleare.
Tuttavia, i servizi di spionaggio americani si mostrano cauti riguardo alla versione fornita dal pilota dell’F-15. Alcuni funzionari non escludono la possibilità che egli abbia subito uno shock che ha influenzato la sua memoria dell’evento. Non è chiaro se anche il secondo membro dell’equipaggio abbia confermato la stessa narrazione. Sarà compito dell’indagine chiarire questi dubbi, un processo che richiederà tempo, soprattutto considerando che l’incidente è avvenuto in territorio nemico e non si sa se la sorveglianza elettronica dell’Air Force abbia raccolto informazioni utili.
Esperti del settore osservano che formazioni di droni sono frequentemente utilizzate in vari eventi e manifestazioni, rappresentando un’evoluzione ben diversa da quella del recente conflitto. La guerra in Ucraina, in particolare, ha trasformato il teatro bellico in un laboratorio per le tecnologie innovative, con Mosca e Kiev che sviluppano tecniche avanzate, impiegando droni come i Shahed iraniani forniti alla Russia.
Non sorprenderebbe se emergessero narrazioni da parte di Teheran sulla vicenda dell’F-15, dato che i Guardiani della Rivoluzione potrebbero sfruttare indiscrezioni per elaborare ulteriori speculazioni.