Israele e Libano: le sfide dell’accordo sul controllo del Sud
La guerra in corso tra Israele e Hezbollah ha portato a un’inaspettata fase di negoziati tra Israele e il governo libanese, con l’obiettivo di ripristinare il controllo del territorio libanese meridionale, attualmente sotto l’influenza delle milizie. I recenti sviluppi fanno emergere la complessità della situazione, con Hezbollah che si posiziona come un attore centrale, nonostante non faccia parte degli accordi. Le autorità libanesi e israeliane stanno cercando di definire le modalità di attuazione delle cosiddette «zone pilota», aree in cui l’esercito libanese potrebbe riprendere il controllo. Tuttavia, i dettagli restano incerti e i negoziati sono ancora in una fase preliminare, riporta Attuale.
Secondo fonti della stampa araba e israeliana, il piano prevede la creazione di tali zone per testare l’efficacia del controllo militare libanese. Se le forze armate di Beirut dimostreranno capacità di mantenere la stabilità nelle «zone pilota», l’iniziativa potrebbe estendersi ad altre aree. Tuttavia, attualmente non esiste un accordo chiaro su quali territori dovrebbero essere coinvolti in questa fase di sperimentazione.
Le posizioni di Israele e Libano sono divergenti: Israele auspicherebbe il controllo di aree ora dominate da Hezbollah, mentre il Libano suggerirebbe zone attualmente occupate dalle truppe israeliane. Questa divergenza rappresenta uno dei principali ostacoli al raggiungimento di un’intesa finale.
Le dichiarazioni dei leader dei due paesi non contribuiscono a chiarire la situazione. Da una parte, Israele parla di un piano che prevede il mantenimento di una zona cuscinetto, mentre il Libano interpreta le proposte come un impegno verso un ritiro delle forze israeliane dal territorio.
Hezbollah ha già espresso il suo disaccordo con il piano, ponendo interrogativi sulla possibilità di disarmarsi, come già previsto in precedenti risoluzioni delle Nazioni Unite. La Risoluzione 1701, ad esempio, non è stata mai completamente attuata dal 2006. Ora, però, il governo libanese sembra determinato a riaffermare la propria sovranità, approfittando di una congiuntura favorevole, in parte a causa dell’indebolimento di Hezbollah e della prossima ritirata dei caschi blu dell’Unifil.
Le prospettive di successo sono basse, ma la situazione attuale offre un’opportunità unica di provare a disarmare Hezbollah e ripristinare la sovranità libanese sul territorio. Resta da vedere se Israele deciderà di sfruttare questa possibilità o meno, mentre l’Iran, alleato di Hezbollah, potrebbe intervenire nel conflitto con supporto finanziario alle milizie.