Tragedia in Venezuela: Sospese le operazioni di soccorso a causa di una scossa di assestamento
Dopo un terremoto devastante, le operazioni di soccorso a Macuto, in Venezuela, sono state sospese con “amarezza” dai Vigili del fuoco italiani, che hanno deciso di ritirarsi alle 9 ora locale. La decisione è stata presa a causa della pericolosità della situazione, accentuata da una scossa di assestamento di magnitudo 4,6 che ha fatto spostare la struttura di quasi 8 millimetri. Secondo la presidente dell’Assemblea Nazionale, sono state confermate 1.719 vittime, tra cui 16 italiani. Inoltre, si registrano almeno 40 dispersi, riporta Attuale.
Tra le vittime c’è una famiglia di cinque persone originaria di Licusati, in provincia di Salerno, che viveva da anni a La Guaira, la zona maggiormente colpita dal sisma. Fonti locali identificano la famiglia in Gennaro Garofalo e i suoi cari.
Un vigile del fuoco di Susa, partito per salvare vite umane, ha descritto il momento drammatico: “Fino all’ultimo, continueremo a scavare e a sperare che finisca bene”. Una donna di 34 anni e due dei suoi tre figli sono stati intrappolati sotto le macerie di un edificio crollato ormai da oltre quattro giorni.
Le speranze di trovare sopravvissuti si erano mantenute vive quando la donna ha risposto ai soccorritori battendo su un tubo e comunicando con il suo telefono. La madre di Dilinger Carolei Rada Gonzalez ha espresso il suo dolore per la situazione difficile, ricordando i suoi nipotini e la determinazione della figlia.
I soccorritori, comprese le squadre ecuadoriane e olandesi, hanno lavorato in condizioni estremamente difficili, affrontando turni di otto ore e alternandosi ogni dieci minuti per scavare tra le macerie dell’edificio crollato, che in origine aveva otto piani, di cui solo cinque sono rimasti in piedi.
Il lavoro dei Vigili del fuoco, che ha visto anche il supporto di infermieri, è stato un vero e proprio atto di coraggio, nonostante la fatica. Alcuni soccorritori sono stati visti mentre ritornavano dopo turni estenuanti, sudati e ricoperti di polvere. “È tutto a pezzi, macerie finissime”, ha dichiarato uno di loro, descrivendo l’inferno di lavoro che hanno dovuto affrontare per tentare di salvare la famiglia intrappolata.