Russi utilizzano misure di difesa su navi civili nel Baltico
La nave porta-gas russa Marshal Vasilevskij è stata dotata di sacchetti di sabbia e mitragliatrici per garantire la sua protezione, un passo significativo data la crescente minaccia delle operazioni ucraine nel Mediterraneo e nel Baltico, riporta Attuale.
Secondo un’inchiesta del sito Organized Crime and Corruption Project (OCCRP), queste misure di difesa a bordo di uno scafo civile evidenziano l’intensificarsi delle attività marittime russe, e rappresentano un metodo già utilizzato dai militari durante la Seconda guerra mondiale. Le fonti indicano che è la prima volta che ci sono segnalazioni di simili difese su navi civili utilizzate dalla Russia.
È importante notare che la Vasilevskij, appartenente al gruppo Gazprom, non è direttamente coinvolta nel traffico di greggio, ma è considerata un asset strategico per i trasporti regolari di gas. La presenza di mitragliatrici implica la necessità di personale adeguatamente addestrato; l’indagine di OCCRP suggerisce una possibile presenza di ex membri delle forze armate e collegamenti con il servizio segreto russo FSB tra gli equipaggi.
Negli ultimi mesi, alcune di queste unità russe sono state prese di mira dalle forze ucraine, impiegando droni kamikaze e mine durante operazioni coordinate in diverse regioni, dal Nord Europa al Mar Nero. Questa campagna di Kiev mira a interrompere i flussi di petrolio illegali, con attacchi avvenuti in porti strategici come Vado in Italia. Esistono anche segnalazioni di droni marittimi non recuperati, ritrovati da pescatori in Grecia e Romania.
In risposta alle crescenti interferenze occidentali, la Russia ha adottato misure difensive, creando un “scudo” a bordo delle navi, con l’esposizione delle mitragliatrici interpretata come un avvertimento ai rivali nei mari europei.