Scisma dei Lefebvriani: Analisi di Massimo Faggioli sulla situazione della Chiesa
Roma, 3 luglio 2026 – Massimo Faggioli, professore del Dipartimento di Teologia e studi religiosi dell’Università di Villanova (Philadelphia), ha analizzato le recenti difficoltà affrontate da Papa Leone XIV in un contesto internazionale sempre più fragile. Nel suo ultimo libro ‘Leone XIV e la Chiesa globale. Unità e pace’, Faggioli sottolinea come lo scisma dei lefebvriani, avvenuto mercoledì, rappresenti un tentativo di differenziazione rispetto alla Chiesa cattolica, tutto ciò riporta Attuale.
Faggioli spiega: “Questo scisma ha un effetto superiore rispetto ad altre scomuniche, comprese quelle del 1988, sebbene anche in questo caso si stia parlando di un gruppo piccolo rispetto al numero globale dei fedeli cattolici. Esiste, però, un’area grigia di persone che hanno mostrato una certa simpatia per i contenuti che questo movimento sta portando avanti e questo si è reso possibile grazie alla loro attività molto capillare che svolgono sui social media.”
Tra i simpatizzanti del movimento vi sono esponenti del movimento Maga negli Stati Uniti e l’estrema destra europea, in particolare quella italiana. “Stiamo sicuramente parlando di amicizie pericolose, ma credo che si tratti di convergenze secondarie. Non penso che il vice presidente degli Usa Vance possa arrivare ad abbracciare i lefebvriani, così come le forze ultranazionaliste italiane nel loro complesso si possano spingere fino a tanto”, afferma Faggioli.
Faggioli aggiunge: “L’area grigia di cui parlavo è fatta di credenti che sostengono come la Fraternità sacerdotale San Pio X abbia ragione su alcuni punti a partire dalla liturgia e dal recupero di alcuni aspetti della tradizione.” Tuttavia, il professore sottolinea che stiamo assistendo a un fenomeno di “tradizionalisti 2.0”, data l’efficacia della comunicazione attraverso i social media, con l’ordinazione che ha generato lo scisma trasmessa in sei lingue diverse su YouTube.
“Certamente, come Hamas e Hezbollah. La rete è diventata un ottimo canale dove poter comunicare integralismi e radicalismi e fare proseliti, tanto che anche altri movimenti cattolici di destra riescono a divulgare facilmente i loro contenuti. È proprio internet che potrebbe rendere pericoloso questo scisma”, precisa Faggioli.
Riferendosi al contesto storico, Faggioli parla di Sant’Agostino, che dovette affrontare il declino dell’impero romano, e chiede come Leone XIV stia affrontando il declino dell’Occidente. “Proponendo una chiesa unita, salda nei suoi principi e dai confini ben precisi. In questo ha una idea ben diversa rispetto a quella di un gesuita che, invece, la immagina con linee di frontiera più porose.”
L’azione rapida di scomunica dei lefebvriani è vista come un indizio di questa volontà di unità. “Ha subito voluto chiarire che erano fuori dalla Chiesa Cattolica e che non c’è posto per chi la vuole dividere: al di là delle loro parole da ieri sono un’altra chiesa”, dice Faggioli, notando come questa posizione sia contraria a quella adottata dai suoi predecessori, Papa Benedetto e Papa Francesco, che avevano concesso aperture.
Domani, il Pontefice si recherà a Lampedusa per visitare il cimitero dei migranti, un gesto simbolico in risposta diretta al movimento Maga e ai lefebvriani. “Vorrei chiarire due aspetti. Il primo è che per lefebvriani le altre religioni sono ‘opere del diavolo’, mentre il secondo è che dei 365 giorni all’anno che poteva scegliere, papa Leone XIV ha deciso di recarsi a Lampedusa proprio il 4 luglio, giorno in cui si celebra la festa dell’indipendenza negli Usa. Questo non è casuale”, conclude Faggioli, evidenziando che le scelte del Pontefice potrebbero fornire indicazioni decisive sul futuro della Chiesa.