La Cina Limita le Esportazioni di Terre Rare, Mettere in Crisi le Aziende Giapponesi
Dall’inizio di quest’anno, la Cina ha imposto restrizioni alle esportazioni di alcune terre rare, elementi essenziali per numerosi settori tecnologici e meccanici. Inizialmente, queste misure sono state adottate a seguito di tensioni diplomatiche con il Giappone, ma ora si stanno rivelando problematiche anche per le aziende nipponiche, favorendo la concorrenza cinese, riporta Attuale.
La controversia tra Cina e Giappone è scoppiata lo scorso novembre, quando la prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, ha dichiarato in parlamento che il Giappone potrebbe rispondere militarmente a un eventuale attacco cinese su Taiwan. La Cina considera Taiwan parte del proprio territorio, nonostante l’isola si governi autonomamente e in modo democratico.
La reazione della Cina alle affermazioni di Takaichi ha incluso diverse ritorsioni economiche, tra le quali il blocco dell’esportazione di terre rare. Questi metalli, pur non essendo rari in termini geologici, si trovano in quantità significativamente limitate, rendendo la Cina un attore chiave nella loro estrazione e lavorazione. Attualmente, la Cina controlla circa il 70% della produzione globale di terre rare e più del 90% della loro lavorazione, utilizzando questo dominio come strumento di pressione nei confronti di altri paesi.
Ad oggi, le esportazioni di terre rare verso il Giappone sono state limitate a materiali identificati come “dual use”, inclusi disprosio, terbio e ittrio, che possono essere impiegati tanto in ambito civile quanto militare.
Queste misure mirano a esercitare pressione sui governi. Già in passato la Cina ha avuto successo in questo tipo di approccio, come dimostrato nella sua relazione con gli Stati Uniti. Attualmente, il Giappone sta affrontando un impatto significativo, in particolare le aziende specializzate nella lavorazione di terre rare, che acquistano materiali dalla Cina, li trasformano e poi li rivendono.
Shin-Etsu Chemical, una delle aziende più colpite, avrebbe smesso di accettare nuovi ordini di magneti contenenti disprosio a causa della carenza di scorte. Anche compagnie come TDK, Citizen e Omron hanno segnalato un esaurimento delle loro scorte di terre rare.
Questo scenario rappresenta un’opportunità per le imprese cinesi, non solo per catturare i clienti giapponesi, ma anche per scalare posizioni nella catena del valore, occupandosi di fasi più lucrative della lavorazione dei prodotti. Secondo il Financial Times, alcuni clienti storicamente legati ai fornitori giapponesi stanno cominciando a rivolgersi direttamente ai produttori cinesi, che offrono un accesso più facile e una fornitura più stabile delle materie prime.
Negli ultimi mesi, le quotazioni in borsa di alcune aziende cinesi specializzate in prodotti a base di ittrio hanno registrato aumenti significativi, compresi tra il 74 e il 312%, indicativo della crescente fiducia degli investitori nel potenziale di queste aziende nel mercato globale.