Florida: aumento delle esecuzioni capitali sotto il governatore DeSantis
Negli Stati Uniti, sempre meno stati eseguono condanne a morte, con 23 su 50 che hanno abolito la pena capitale e molti altri che ne eseguono sempre meno. Tuttavia, la Florida si distingue nettamente con 9 esecuzioni nel 2025, superando il record storico di 11 risalente al 1936 e responsabile del 40% di tutte le esecuzioni negli Stati Uniti. Quest’anno ha ucciso più detenuti rispetto a tutti gli altri stati messi insieme, riporta Attuale.
La situazione in Florida rappresenta una scelta politica in controtendenza, portata avanti dal governatore repubblicano Ron DeSantis negli ultimi due anni. La Florida è uno dei due stati in cui il governatore ha il potere di definire autonomamente i mandati di esecuzione, decidendo se e quando eseguire la pena. L’altro stato con un simile potere è la Pennsylvania, dove però è in vigore una moratoria dal 2015.
Il governatore DeSantis ha utilizzato questa libertà per accelerare il processo delle esecuzioni, firmando più mandati in un breve periodo rispetto ai suoi predecessori. L’ultimo detenuto giustiziato è stato Dusty Ray Spencer, a 74 anni, il più anziano mai giustiziato in Florida. La sua esecuzione è avvenuta nonostante il lungo intervallo di tempo dalla condanna, una prassi non rara negli Stati Uniti. Dopo una condanna a morte, i detenuti sono isolati in “bracci della morte”, aspettando potenzialmente anni prima di ricevere un mandato di esecuzione.
In Florida, la situazione è ulteriormente accelerata. I mandati vengono decisi dal governatore secondo criteri poco chiari: DeSantis ha firmato esecuzioni anche per crimini recenti, trascurando casi più vecchi, sollevando preoccupazioni su pressioni da parte delle famiglie delle vittime. Durante il suo primo mandato, DeSantis aveva mostrato cautela, con solo due esecuzioni nel suo primo anno e nessuna nei tre anni successivi. Tuttavia, dal suo secondo mandato, ci sono state sei esecuzioni nel 2023 e una nel 2024, seguiti da una rapida escalation nel 2025.
Inoltre, le condizioni nella “death watch” sono cambiate drasticamente, con un aumento del numero di detenuti in attesa, a volte costretti a muoversi da una cella all’altra in prossimità della sala di esecuzione, aumentando lo stress psicologico. I tempi di attesa per l’esecuzione sono diminuiti drasticamente in Florida, passando da una media di tre mesi ad un mese, limitando le opportunità per appelli o nuove testimonianze prima dell’esecuzione.
La Florida ha il primato nel numero di condannati a morte poi prosciolti, evidenziando il rischio di eseguire condanne erronee. Esperti avvertono che la mancanza di un verdetto unanime da parte della giuria aumenta questi rischi. Nonostante queste problematiche, DeSantis continua a perseguire la sua rigorosa politica, in vista della scadenza del suo mandato nel 2027 e considerandola parte del suo progetto politico. La sua ambizione potrebbe essere quella di proporsi come figura di “linea dura” nel Partito Repubblicano, con l’intento di mantenere attivo il dibattito sulle politiche di giustizia penale.