John Pagano: il turismo in Arabia Saudita sta cambiando
Con un investimento di 25 miliardi di dollari e 14 resort già operativi, John Pagano, CEO di Red Sea Global, sta rivoluzionando l’immagine dell’Arabia Saudita come destinazione turistica. Ora, l’Arabia Saudita non è più vista solo come deserto, ma come una terra ricca di opportunità turistiche. «Sta cambiando la narrazione», afferma Pagano durante un incontro a Roma in occasione del vertice FII Priority Europe, riporta Attuale.
Red Sea Global rappresenta un progetto chiave nell’ambizioso piano Vision 2030 per diversificare l’economia saudita, tradizionalmente dipendente dal petrolio. «Il valore del turismo supera il 10% del PIL mondiale, mentre in Arabia Saudita era solo il 3%, legato in gran parte ai pellegrinaggi religiosi. Red Sea Global è nata per sviluppare un’industria turistica internazionale da zero», spiega il CEO.
In termini di obiettivi, Red Sea Global ha già superato il traguardo dei 100 milioni di visitatori, raggiunto con sette anni di anticipo nel 2023, registrando circa 123 milioni di visitatori, di cui 30 milioni stranieri. «Per il 2030 puntiamo a 150 milioni. È significativo notare che per la prima volta i visitatori internazionali superano quelli dell’area del Golfo, con metà degli ospiti provenienti dall’Europa e dalle Americhe durante i mesi invernali», aggiunge Pagano.
Riguardo al confronto con altri centri turistici come Dubai e le Maldive, Pagano sottolinea la differenza dell’offerta turistica saudita: «Dubai è straordinaria, ma noi offriamo un’esperienza radicalmente diversa: isole incontaminate e biodiversità unica. Gli ospiti possono spostarsi facilmente tra diverse località, grazie alla prossimità del nuovo Red Sea International Airport».
La sostenibilità è un altro aspetto cruciale del progetto. Pagano afferma che Red Sea Global è la più grande destinazione turistica al mondo completamente “off-grid”, con energia 100% rinnovabile, evitando così un milione di tonnellate di CO₂ ogni anno. «Il costo delle rinnovabili è ormai comparabile a quello dell’energia convenzionale», chiarisce.
La salvaguardia dei coralli del Mar Rosso è una priorità, come spiega: «I coralli rimossi durante i lavori sono stati trasferiti su nursery galleggianti e reimpiantati con un tasso di sopravvivenza del 95%. Stiamo anche conducendo ricerche innovative per comprendere meglio il DNA dei coralli più resistenti al calore in collaborazione con la King Abdullah University».
Infine, la questione geopolitica ha influenzato il turismo saudita, specialmente durante la crisi iraniana, ma Pagano evidenzia una resilienza del mercato interno che ha compensato le perdite: «I visitatori sauditi hanno iniziato a scoprire le nostre destinazioni. Le crisi geopolitiche possono essere superate solo con un’esperienza di qualità e una visione a lungo termine», conclude.