Crescita economica della Cina rallenta al minimo in tre anni
Nel secondo trimestre del 2026, l’economia cinese ha registrato la crescita più bassa degli ultimi tre anni, con un aumento del PIL al 4,3 per cento, in calo rispetto al 5 per cento del primo trimestre. Questo dato è inferiore alla soglia annuale stabilita dal governo cinese, compresa tra il 4,5 e il 5 per cento. Tale soglia, fissata a marzo, segna il livello più basso dalla fine del 1991, evidenziando il rallentamento economico del paese, riporta Attuale.
Le ragioni di questa crescita limitata includono una domanda interna debole, in netto contrasto con l’andamento positivo delle esportazioni delle grandi aziende. La crisi immobiliare persistente e il conflitto in Medio Oriente hanno influito sulla diminuzione dei consumi delle famiglie. La Cina, essendo il principale partner economico dell’Iran, acquistava prima della guerra circa l’80 per cento del petrolio iraniano; l’attuale contesto ha aumentato i costi energetici, riducendo così il potere d’acquisto della popolazione.
È significativo notare che un tasso di crescita del 4,5-5 per cento sarebbe considerato eccezionale per qualsiasi paese occidentale. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno registrato solo un incremento del 2,2 per cento lo scorso anno, mentre l’Italia ha visto crescite di poco superiori allo zero. Tuttavia, per la Cina, che è ancora parzialmente in via di sviluppo, è fondamentale mantenere tassi elevati di crescita per migliorare le condizioni di vita.
Recentemente, il governo cinese ha annunciato un piano per stimolare i consumi, con l’obiettivo di aumentare del 20 per cento la spesa complessiva delle famiglie entro il 2030. Tuttavia, gli analisti considerano questi obiettivi poco ambiziosi, evidenziando come il regime del presidente Xi Jinping prioritizzi i traguardi politici rispetto al benessere dei cittadini.
Le esportazioni cinesi beneficiano della crescita legata all’intelligenza artificiale, in particolare grazie alla produzione di chip necessari per i data center. Questo settore, che richiede forti investimenti in tecnologia, tende a beneficare principalmente chi ha capitalizzato sugli investimenti, portando quindi vantaggi alle aziende e al governo, spesso in maniera diretta.
La disponibilità finanziaria per le famiglie cinesi, che ha un forte bisogno di risparmiare, cresce ora a un ritmo inferiore rispetto al resto dell’economia. La tradizione cinese del risparmio si riflette in motto popolari come “risparmia dove puoi, spendi dove devi”, mentre i consigli su come economizzare circolano attivamente nei forum online.
Inoltre, l’aumento dell’inflazione legato al caro energia potrebbe avere effetti positivi, considerando che negli ultimi anni la Cina ha affrontato una problematica di deflazione. Un calo dei prezzi può infatti spingere i consumatori a ritardare gli acquisti, aggravando ulteriormente la stagnazione dei consumi.