Italiani interessati alla politica, ma in un clima di crescente divisione
La ricerca commissionata dal Brand Journalism Festival e realizzata da Ipsos-Doxa ha rivelato che l’interesse per la politica tra gli italiani rimane elevato, ma il modo in cui i cittadini si informano e formano le proprie opinioni sta subendo un cambiamento significativo. Con una crescente sfiducia nei media tradizionali, le piattaforme digitali, i social network e i podcast stanno guadagnando importanza, mentre il dibattito pubblico si frammenta in comunità chiuse e autoreferenziali, riporta Attuale.
Un Paese diviso tra informati e disinformati
I dati mostrano che il 60% degli italiani si dichiara interessato alla politica, mentre il 37% afferma di non seguirla con particolare attenzione. Tuttavia, esiste un forte divario su come queste informazioni vengano ottenute. Circa il 55% della popolazione può essere considerata “informata”, dedicando almeno un’ora al giorno all’analisi delle notizie politiche, mentre il 41% degli italiani dedica mezz’ora o meno, rivelando una fascia scarsamente esposta al dibattito pubblico. Le differenze non sono distribuite equamente; il disinteresse è più evidente tra le donne, i Millennials, le persone con livelli di istruzione più bassi e i residenti in aree rurali o periferiche, il che aumenta il rischio di uno squilibrio nella partecipazione democratica.
La televisione resiste, ma il digitale cambia le regole
Nonostante la rivoluzione del panorama mediatico, la televisione continua a rappresentare la principale fonte di informazione politica per gli italiani, con oltre il 60% che la utilizza come riferimento principale. Le generazioni più giovani, in particolare la Gen Z e i Millennials, si informano sempre più frequentemente tramite i social media e i creator digitali, mentre per i Baby Boomers i media tradizionali mantengono un ruolo centrale. Inoltre, i podcast stanno emergendo come strumento strategico nell’informazione, con il 41% degli italiani che ne ha ascoltato almeno uno nell’ultimo mese, prevalentemente giovani e laureati.
Malgrado l’evoluzione del sistema informativo, la fiducia nei media sta attraversando un momento assai critico. Il 64% degli italiani sostiene che la propria fiducia nei mezzi di informazione è diminuita negli ultimi cinque anni, associando questa sfiducia alla percezione che le notizie siano spesso orientate o manipolate. Questa distorsione è collegata a fattori di potere: il 61% degli italiani ritiene infatti che le pressioni politiche ed economiche influenzino il lavoro giornalistico.
Le bolle informative e la politica delle echo chambers
In parallelo alla crisi della fiducia nei media, si rafforza il fenomeno delle echo chambers, o “camere dell’eco”, dove gli individui interagiscono principalmente con persone e contenuti che confermano le loro convinzioni. Il 55% degli italiani ammette di discutere di politica prevalentemente con persone che condividono le proprie idee, e il 44% dichiara di fidarsi maggiormente di fonti già allineate con il proprio orientamento politico. Questa polarizzazione influenza anche le relazioni personali, poiché un terzo degli intervistati ha rivelato che confrontarsi con opinioni politiche diverse genera disagio o tensione.