Approvazione della Riforma sull’Autonomia Differenziata: Un Passo Avanti per Quattro Regioni
Mentre nelle sale dei nostri cinema spopola l’Odissea di Christopher Nolan, la riforma sull’Autonomia differenziata, che al viaggio di Ulisse non ha nulla da invidiare, vede l’approvazione, dopo quella al Senato, anche alla Camera, sulle pre-intese per quattro regioni: Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Una vittoria, ancora non definitiva, che avvicina alla linea del traguardo l’unica grande riforma che l’esecutivo potrebbe riuscire a portare a termine dopo la sconfitta al referendum e lo stallo sul premierato, riporta Attuale.
Grazie al via libera sugli schemi di intesa preliminare per maggiore autonomia alle Regioni che l’hanno richiesta, si conclude il primo passaggio parlamentare della riforma. Le funzioni al centro dell’attenzione riguardano le materie di Protezione civile, Previdenza complementare e integrativa, Professioni, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica. Dopo questi atti di indirizzo espressi dal Parlamento, toccherà ora al confronto tra governo e Regioni per arrivare alla stesura degli schemi definitivi. Una volta raggiunti, i testi torneranno alle Regioni che, sentiti i propri enti locali, saranno chiamate ad approvare i provvedimenti. Successivamente torneranno al governo e quindi nuovamente in Parlamento per l’approvazione finale.
La strada certo è ancora lunga ma questo successo arriva negli stessi giorni in cui vanno avanti le frizioni tra Fratelli d’Italia e Forza Italia sulla legge elettorale. A festeggiare per ora è dunque la Lega, che lo fa attraverso le parole del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli: “Passo dopo passo si avvicina la meta per questa storica battaglia, che è della Lega e di tutto il centrodestra, oltre che la mia ragione di vita. Il nostro impegno andrà avanti fino al termine del percorso perché crediamo in questa opportunità di trasparenza e responsabilità, con granitica convinzione”.
Furiose invece le opposizioni, che attraverso le parole del deputato Piero De Luca, segretario del Pd Campania, hanno accusato la maggioranza di star compiendo un “delitto politico che condanna a morte il Mezzogiorno. Non state attuando l’articolo 116 della Costituzione, state calpestando la Carta, realizzando una secessione mascherata e tradendo i principi fondativi della Repubblica”. Gli risponde il presidente del Veneto Alberto Stefani: “Invece di far ricorso contro l’autonomia, bisognerebbe chiederla anche per la propria terra, come assunzione di responsabilità”.
Libero Stracquadanio