Arrestati cinque librai a Hong Kong per vendita di pubblicazioni «sediziose»
Cinque persone sono state arrestate a Hong Kong durante operazioni della polizia, accusate di vendere pubblicazioni considerate «sediziose», secondo le disposizioni della legge sulla sicurezza nazionale. Questo reato può comportare pene fino a dieci anni di incarcerazione, riporta Attuale.
L’immagine di una donna, identificata come libraia, mentre viene portata via dalla polizia davanti a una libreria indipendente, ha suscitato indignazione e ha fatto il giro dei social media, culminando in un forte sostegno da Taipei tra librai, attivisti e politici. Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha dichiarato: «Le idee e le parole non dovrebbero mai essere messe a tacere dalle pressioni politiche». Le autorità di Hong Kong non hanno rivelato i titoli dei libri sequestrati, ma il segretario alla Sicurezza, Chris Tang, ha sottolineato che i librai devono verificare la legalità dei volumi in vendita, paragonando questa responsabilità a quella dei commercianti di alimenti. Tuttavia, molti critici ritengono che questa misura amplifichi ulteriormente la censura nel settore editoriale. I cinque arrestati sono stati rilasciati su cauzione.
Per Taipei, ogni azione repressiva di Pechino su Hong Kong ha ripercussioni che superano i confini dell’isola. L’introduzione della legge sulla sicurezza nazionale ha diminuito gli spazi di dissenso, e l’erosione delle libertà civili a Hong Kong è vista come un anticipato avvertimento per ciò che potrebbe accadere se il modello cinese venisse esteso a Taiwan.
Tra i volumi contesi ci sarebbe «Let Only Red Flowers Bloom» della giornalista Emily Feng, che esplora il controllo ideologico esercitato da Xi Jinping in Cina. Questo titolo ha visto un’impennata nelle vendite a Taiwan, esaurendosi in pochi giorni e costringendo l’editore a ristamparne 10 mila copie. La casa editrice ha spiegato: «Molti lo acquistano come gesto a favore della libertà».
Il volume include Lam Wing-kee, fondatore di Causeway Bay Books, una libreria specializzata in opere considerate proibite dalla Cina continentale. Lam, arrestato nel 2015 e rifugiatosi poi a Taipei, è deceduto il 2 luglio a causa di un cancro ai polmoni, diventando un simbolo della libertà editoriale che Taiwan continua a rappresentare, mentre la censura a Hong Kong diventa sempre più opprimente.