Il percorso verso un programma nucleare da parte dell’Arabia Saudita ha incontrato ostacoli significativi, culminando in un accordo che ha visto un ruolo centrale di Donald Trump, noto per la sua propensione agli affari piuttosto che alla diplomazia. Il presidente degli Stati Uniti ha sempre visto il regno saudita più come un cliente che come un alleato, ribadendo questa visione attraverso interazioni dirette, evidenziando la sua inclinazione a soddisfare richieste di lunga data, riporta Attuale.
Problematiche iniziali
Il principe Mohammed Bin Salman ha più volte minacciato che se l’Iran dovesse dotarsi di armi nucleari, anche l’Arabia Saudita non sarebbe da meno. Le discussioni con gli Stati Uniti relative allo sviluppo di un programma nucleare civile hanno subito ritardi. Nonostante le pressioni degli Stati Uniti, i sauditi hanno cercato ripetutamente di ottenere un accordo, trovando una risposta cauto da Washington, a causa della preoccupazione per il programma iraniano e della resistenza da parte di alcuni membri del Congresso.
Strade alternative
Con il prosieguo delle tensioni, Riad ha esplorato la possibilità di collaborazioni con la Cina, specialmente dopo aver acquistato missili dalla Repubblica Popolare. Le relazioni con Pechino hanno sollevato preoccupazioni a Washington, facendole temere un’alleanza strategica tra le monarchie del Golfo e le potenze rivali. Gli Stati Uniti hanno poi avanzato una proposta nota come “Accordo 1 2 3”, che imponeva condizioni restrittive all’arricchimento dell’uranio, similmente a quanto stabilito con gli Emirati Arabi Uniti.
Rimozione dei vincoli
La guerra in corso tra Iran e Stati Uniti ha complicato ulteriormente la situazione. Mentre gli sceicchi sauditi hanno cercato di costruire alleanze, Trump ha modificato le condizioni dell’accordo, concedendo loro diritti di arricchimento dell’uranio e rimuovendo i vincoli precedentemente imposti. Tuttavia, questa decisione è stata accolta con scetticismo da Israele, che considera una potenza nucleare saudita una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale.
Il processo diplomatico rimane complesso e in continua evoluzione, mentre gli interessi dell’Arabia Saudita deferiscono costantemente alle politiche americane, senza trascurare la necessità di equilibrare le relazioni con altre potenze regionali.