Roma, 24 luglio 2026 – L’Italia, nonostante la sua forte vocazione balneare, continua a far fronte a un’assoluta carenza nella cultura della sicurezza in acqua. Recenti incidenti, tra cui la tragica scomparsa di bambini come l’11enne Alice Ferrari a Sestri Levante e la piccola austriaca di 4 anni Magdalena Kaiser a Milano Marittima, hanno riportato l’attenzione sulla necessità di prevenire simili eventi. I dati indicano che circa 300-350 decessi all’anno per annegamento in Italia colpiscono principalmente i più giovani, con il 23% dei casi che riguarda bambini e ragazzi, riporta Attuale.
In risposta a questi incidenti, il governo ha introdotto nuove misure nel Decreto Sport per garantire una maggiore sicurezza delle piscine. Tuttavia, esperti e operatori del settore evidenziano che non basta. La cultura del nuoto deve necessariamente essere potenziata per affrontare il problema.
Solo un italiano su due nuota con sicurezza
Con un’estesa rete di 8.000 km di costa, insieme a numerosi laghi e fiumi, l’Italia è una delle nazioni europee più predisposte alle attività acquatiche. Tuttavia, solo il 53,7% degli italiani si sente sicuro nel nuotare, mentre il 27,6%18,7%, non sa nuotare affatto.
Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Annegamento
Questi dati sono particolarmente preoccupanti in vista della Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Annegamento, istituita nel 2021, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema cruciale. La sicurezza in acqua deve essere una priorità, specialmente in periodi di elevato afflusso turistico e temperature estive. “Il miglior tuffo è sempre quello che si conclude con un ritorno sereno a riva,” afferma Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi.
“In Italia manca la cultura dell’acqua”
Secondo Nucara, una riduzione degli incidenti richiede l’adozione di una vera e propria cultura dell’acqua, che prioritizzi l’insegnamento del nuoto sin dall’infanzia. Con circa 192 milioni di pernottamenti nei Comuni costieri ogni anno, è allarmante constatare che solo l’1,8% degli italiani nuota almeno una volta a settimana, mentre una percentuale elevata di cittadini, 45,2%, nuota solo durante le vacanze.
Insegnare ai bambini a nuotare è la prima forma di prevenzione
Affermare che insegnare ai bambini a nuotare è fondamentale per la prevenzione è divenuto un luogo comune, ma attualmente la maggior parte degli italiani impara a nuotare per iniziativa personale, con il 42,8% che indica familiari o amici come principali insegnanti, e solo una minima parte accede a corsi ufficiali.
Chi sorveglia i minori in acqua?
Quando si tratta di sorvegliare i figli minori durante le attività acquatiche, solo il 41,2% degli intervistati afferma di tenere un occhio attento, mentre una parte consistente si affida a una sorveglianza a distanza o ritiene i bambini capaci di cavarsela da soli, aumentando il rischio di incidenti.