Il disegno di legge sull’imputabilità dei minori: la procuratrice di Firenze avverte sui rischi di un approccio incostituzionale

25.07.2026 02:35
Il disegno di legge sull'imputabilità dei minori: la procuratrice di Firenze avverte sui rischi di un approccio incostituzionale

Critiche alla proposta di legge sull’imputabilità dei minori in Italia

Firenze, 26 luglio 2026 – La procuratrice dei minori di Firenze, Roberta Pieri, ha espresso forti riserve riguardo al disegno di legge del governo che prevede l’imputabilità assoluta per i minori tra i 14 e i 18 anni. Secondo Pieri, tale proposta rischia di annullare il concetto di adolescenza e non tiene conto del processo di sviluppo individuale, descrivendo la questione come un “meccanismo fisico e neurologico”. “Quando lo Stato c’è e si fa sentire è sempre un segnale positivo, ma una legge da sola non può bastare a risolvere il problema della delinquenza minorile”, riporta Attuale.

La procuratrice ha sottolineato l’importanza di non generalizzare le situazioni di delinquenza minorile, definita in modo semplicistico come problema di “maranza”, termine utilizzato per indicare ragazzi di seconda generazione. “La delinquenza minorile è trasversale e non è aumentata, ma è cambiata qualitativamente”, ha dichiarato durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Toscana, dove si è registrato un aumento delle rapine da parte di minorenni a Firenze, sebbene il dato generale mostri una situazione differente.

Parlando della crescente violenza tra i giovani, Pieri ha evidenziato che il primo uso della violenza proviene dagli adulti, aggiungendo che le dinamiche familiari sono cambiate, portando a un ambiente in cui il conflitto sembra normalizzato. “I ragazzi vivono in case dove sulle chat di famiglia si litiga e ci si offende”, ha precisato.

In merito all’adeguatezza del disegno di legge, la procuratrice ha sostenuto che non si tratta di una novità significativa per la pratica legale, poiché le procure minorili lavorano già con una presunzione relativa di capacità. Ha chiarito che gli accertamenti complessi avvengono solo nei casi più gravi, come quelli di particolare disagio psicologico.

Riguardo alla costituzionalità della proposta di imputabilità assoluta, Pieri ha affermato: “Assolutamente no, così si stravolge il diritto minorile”. Ha richiamato l’attenzione su come la maturazione avvenga in fasi, come dimostrano le neuroscienze, sottolineando che l’inibizione e la gestione dei comportamenti irrazionali si completano solo a 21 anni. “Per i minori, la pena deve educare e non rieducare”, ha aggiunto, notando che l’idea di rieducazione presuppone già una maturità completa.

Infine, Pieri ha concluso che non è sufficiente implementare leggi più severe per combattere la delinquenza minorile. “Accanto alla legge servono investimenti sul welfare e il sociale, una politica che possa fornire strumenti alle procure”, ha dichiarato, evidenziando che nella sua procura in Toscana ci sono solo cinque pm. Ha esortato a creare reti di supporto attorno alle famiglie e alle scuole, avvertendo che le conseguenze psicologiche del Covid-19 hanno lasciato segni profondi sui minori.

1 Comment

  1. Incredibilmente, sembra che stiamo andando verso un approccio più rigido senza considerare la complessità della situazione. I ragazzi hanno bisogno di supporto, non solo di punizioni. Chi penserebbe che la chiave sia investire nel welfare e non nel rinchiudere? La società va riformata, non solo la legge.

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