Trump intensifica la pressione sull’Iran mentre la guerra continua a lungo
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Donald Trump è sempre più frustrato per la guerra in Iran, ora al quinto mese senza un chiaro percorso di uscita, contrariamente alle sue aspettative iniziali di una rapida risoluzione. Attualmente in «modalità vendetta», come riporta il Wall Street Journal, durante una recente riunione nello Studio Ovale, ha definito i leader iraniani «gentaglia» e «pazzi», sfogando una serie di insulti. Non sorprende, viste le sue esternazioni pubbliche simili. Nuove forze americane sono in arrivo in Medio Oriente per fornire opzioni supplementari nel caso decidesse di intensificare ulteriormente le azioni militari. Trump ha affermato che «il problema dell’Iran sta diminuendo giorno dopo giorno» e ha convocato una ulteriore riunione con ministri e consiglieri, riporta Attuale.
Nonostante Trump lasci aperta una possibilità di dialogo («Stiamo parlando con l’Iran proprio in questo momento»), il premier iracheno Ali Al Zaidi, dopo una visita alla Casa Bianca, ha proposto un cessate il fuoco durante un incontro a Teheran, per il quale il regime iraniano ha rifiutato, sostenendo che non servono nuovi mediatori, ma che «il problema è l’approccio americano». Parallelamente, Washington sta cercando di coinvolgere gli europei per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
La preoccupazione fra i consiglieri di Trump è che i repubblicani possano perdere le elezioni di medio termine a causa dell’aumento dei prezzi e della diminuzione della popolarità, aggravata dalla morte di 18 soldati americani in questa guerra, un numero che il Pentagono ha successivamente ridotto a 14, ma non è chiaro se per escludere quattro vittime uccise durante il cessate il fuoco o per problemi tecnici.
Trump ha cercato di porre fine a questo conflitto per mesi. Ad aprile aveva annunciato un cessate il fuoco, dopo aver minacciato di distruggere «un’intera civiltà». A giugno, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, ha firmato un memorandum d’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, dopo brevi tregue, le ostilità sono riprese. Recentemente, il presidente ha espresso scetticismo riguardo a una rapida intesa, affermando che «l’Iran non è ancora pronto a concludere un accordo», aggiungendo di non avere fretta. Negli ultimi giorni, Trump ha ripreso a minacciare bombardamenti su ponti e strutture energetiche, attaccando anche gli Houthi e dichiarando che i danni alle navi commerciali sarebbero stati ripagati attraverso il congelamento dei beni iraniani all’estero.
Un alto funzionario ha affermato che Trump crede che l’unica cosa che Teheran possa comprendere sia la forza militare, il che giustificherebbe i bombardamenti aerei. Tuttavia, il presidente ha esitato ad approvare operazioni di terra che potrebbero causare perdite significative tra i soldati, rischiando una rivolta dei suoi sostenitori nel movimento Maga. Nonostante le tensioni con Netanyahu, Trump ha accettato un incontro la prossima settimana, mentre il premier israeliano sarà a Washington per il funerale del senatore Lindsey Graham.
Oltre alle divisioni all’interno del blocco di Trump, la questione dei bombardamenti aerei americani solleva preoccupazioni riguardo alle riserve di munizioni, la cui ricostituzione richiede tempo e risorse, esponendo così gli Stati Uniti a vulnerabilità in caso di ulteriori conflitti.
Nel frattempo, Trump e il suo staff hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili attacchi da parte dell’Iran, tanto che ai suoi più alti consiglieri è stato sconsigliato di utilizzare Uber. Durante un summit in Turchia, Israele ha avvertito di un piano iraniano per assassinare Trump, descritto da alcuni come ambizioso ma irrealistico. Questo è stato uno dei motivi che ha portato alla decisione di tornare a Washington con l’accettazione del vecchio Air Force One anziché il nuovo aereo donato dal Qatar. Con il piano B della diplomazia fallito e l’assenza di un piano C, Trump sta tornando a considerare un’«operazione militare», come affermato dal deputato repubblicano del Texas Michael McCaul.