La storia della famiglia Panini e l’impatto delle figurine dei calciatori sulla cultura italiana

27.07.2026 05:35
La storia della famiglia Panini e l'impatto delle figurine dei calciatori sulla cultura italiana

La storia della famiglia Panini e il loro impero delle figurine calciatori diventa una serie TV

La narrazione della famiglia Panini, che ha appassionato generazioni di bambini con le iconiche figurine dei calciatori, ha origine a Maranello, nota per la Ferrari. Olga Cuoghi e Antonio Panini si trasferirono nel 1940 a Modena, dove con i loro otto figli iniziarono a costruire un impero nel settore cartaceo. Questo racconto familiare sarà trasposto in una serie TV che andrà in onda su Rai Uno a fine anno, riporta Attuale.

L’illuminazione creativa che ha portato alla creazione dell’album delle figurine è emersa in un contesto in cui il calcio era trasmesso in bianco e nero. “La prima collezione uscì nel 1961, permettendo ai bambini di vedere i loro beniamini” ha affermato Antonio ‘Tonino’ Panini, sottolineando che il successo fu anticipato da idee già formulate dalla famiglia.

Durante gli anni della gestione dell’edicola, acquistata nel 1945 da nonna Olga, la famiglia sperimentò con bustine a sorpresa contenenti vari oggetti. “I bambini erano attratti dalle immagini dei calciatori, recuperate da un’azienda di Milano” ha spiegato Tonino, giustificando così la svolta decisiva verso la creazione delle figurine.

La prima giornata di apertura dell’edicola, avvenuta il 6 gennaio, dovette affrontare meteo avverso con pesanti nevicate. “Dopo la guerra si vendeva praticamente tutto; la nostra edicola era un punto di socializzazione, simile a un social network ante litteram”, ha raccontato Panini.

Il focus della serie non è solo sull’azienda, ma sulla figura di nonna Olga, considerata il vero motore della famiglia. “La serie esplora le persone dietro questo successo, le loro delusioni e i loro sogni”, ha aggiunto Tonino.

Olga, rimasta vedova nel 1941 con otto figli da crescere, trovava forza nel lavoro e nel motto “Andiamo a vedere”. La sua resilienza è un tema centrale della narrazione.

Giuseppe Panini, noto come Peppino, è descritto come un visionario con una varietà di interessi che spaziavano dalla fotografia al collezionismo. “La Panini Volley ha conquistato numerosi titoli e lui ha avuto un ruolo nel lancio dell’allenatore Giulio Velasco negli anni Ottanta”, ha spiegato il figlio.

La storia della famiglia Panini si intreccia anche con l’industria automobilistica: dopo essere stato licenziato da Enzo Ferrari, Peppino rifletté su come fu una benedizione, trovando la sua vera vocazione nel settore della figurina.

Attualmente, la famiglia rimane unita, con oltre cento membri tra cugini, figli e nipoti. Dopo la vendita della Panini nel 1988, i successivi imprenditori continuano a mantenere viva l’eredità di innovazione e spirito artigianale.

La popolarità delle figurine ha raggiunto picchi storici, con personaggi come Pierluigi Pizzaballa e Gianni Rivera divenuti icone non solo per il loro talento, ma anche per l’importanza all’interno degli album Panini.

Infine, Tonino ha ricordato come la sua fama a scuola fosse legata alla distribuzione di figurine tra i compagni, anche se lui stesso non ha mai potuto vivere l’emozione dell’apertura delle bustine senza aver completato l’album in anticipo.

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