La presenza delle basi americane in Giordania genera crescente malcontento tra la popolazione

29.07.2026 11:25
La presenza delle basi americane in Giordania genera crescente malcontento tra la popolazione

Malcontento crescente in Giordania per la presenza di basi militari statunitensi

In Giordania, il malcontento per la presenza di basi militari statunitensi sta crescendo, specialmente dopo gli attacchi iraniani degli ultimi giorni mirati a tali strutture. La scorsa settimana, una lettera aperta firmata da centinaia di attivisti politici e esperti legali ha chiesto il ritiro delle forze americane dal paese, segnalando un dissenso significativo e coraggioso, in un contesto in cui la libertà di espressione è fortemente limitata e criticare il governo può comportare gravi conseguenze, riporta Attuale.

La lettera sottolinea che la presenza dei soldati statunitensi espone la Giordania a rischi di sicurezza e aumenta la probabilità che il paese venga coinvolto in un conflitto regionale non pertinente ai suoi interessi.

In assenza di sondaggi liberi nel paese, non è chiaro quanto il sentimento di dissenso esprima l’opinione pubblica. Tuttavia, un’indagine condotta da Arab Barometer ha rivelato che solo il 12% dei giordani approva la politica estera dell’ex presidente americano Donald Trump. Non ci sono dati simili riguardo l’operato del governo locale.

Storicamente, la Giordania è uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente, ospitando circa 4.000 soldati americani e svolgendo un ruolo cruciale in operazioni militari come quelle contro lo Stato Islamico e, più recentemente, contro l’Iran. Inoltre, la Giordania è uno dei pochi paesi a riconoscere Israele e mantiene relazioni di cooperazione, malgrado occasionali tensioni.

La leadership giordana considera strategica l’alleanza con gli Stati Uniti, in quanto offre protezione militare e aiuti economici vitali per un paese con risorse naturali limitate. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno fornito 1,65 miliardi di dollari in aiuti economici e militari alla Giordania.

Tuttavia, il recente conflitto tra Stati Uniti e Iran ha complicato la situazione della Giordania. Dopo i bombardamenti iniziali di marzo, l’Iran ha ripreso le operazioni contro le basi militari statunitensi in Giordania, causando la morte di due soldati americani in uno degli attacchi.

La guerra ha avuto impatti devastanti sull’economia giordana, in particolare sul settore turistico, che rappresenta il 18% delle entrate statali. Il dibattito politico si intensifica, con paura che la Giordania possa essere ulteriormente coinvolta nei bombardamenti.

Lunedì scorso, durante una sessione del parlamento giordano, alle condoglianze per il decesso dei soldati americani proposte da un deputato, altri membri hanno reagito con proteste contro l’operato degli Stati Uniti.

Il governo giordano sta adottando un atteggiamento più cauto nei confronti della presenza militare americana. Il ministro degli Esteri, Ayman Safadi, ha dichiarato ripetutamente che non ci sono basi militari statunitensi in Giordania, nonostante le basi siano in effetti gestite dagli Stati Uniti. Questo è visto come un tentativo di mitigare l’opposizione tra la popolazione.

Anche l’Iran sembra cercare di sfruttare il malcontento locale. Dopo l’attacco ai soldati americani, i Guardiani della Rivoluzione, il principale corpo militare iraniano, hanno rilasciato un comunicato ringraziando il popolo giordano per le informazioni utili per l’attacco, insinuando un presunto sostegno della popolazione giordana e invitando a smantellare le istituzioni americane nel paese.

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