Migliaia in corteo a Bologna per ricordare le vittime del 2 agosto e chiedere giustizia

03.08.2026 05:45
Migliaia in corteo a Bologna per ricordare le vittime del 2 agosto e chiedere giustizia

Commemorazioni a Bologna: L’Unione della Città e le Ingenti Rivendicazioni Sociali

Il 2 agosto a Bologna ha visto migliaia di cittadini scendere in piazza per commemorare le vittime della strage ferroviaria di 46 anni fa, ma non senza includere in questo spazio anche il ricordo di altre ingiustizie, come la morte di Abderrahim Fakir, lasciato senza vita durante un fermo di polizia il 19 luglio. Paolo Lambertini, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, ha sottolineato l’importanza di ricordare diverse situazioni di ingiustizia. La manifestazione ha unito diversi gruppi, tra cui Potere al Popolo e Usb, insieme ai familiari di Fakir, riporta Attuale.

Centinaia di persone hanno sfilato pacificamente per le strade del centro di Bologna, raggiungendo la stazione ferroviaria, in quella che è considerata una delle giornate più significative nella storia della città. Il sindaco Matteo Lepore ha espresso la sua gratitudine per la grande partecipazione e il supporto ricevuto dai cittadini, in un momento in cui ha affrontato minacce online e una scorta a causa di attacchi personali. “Nessuna città italiana ha avuto così tante vittime come Bologna”, ha affermato, riferendosi a tragedie passate e sottolineando l’importanza della memoria collettiva e della partecipazione democratica.

Durante il suo intervento, il sindaco ha ricevuto un caloroso sostegno dal pubblico, con applausi e grida di incoraggiamento. Questo scenario è stato descritto come un segno di unità e solidarietà tra il primo cittadino e i suoi concittadini. “Possiamo marciare orgogliosi di ciò che siamo e di quanto abbiamo fatto,” ha dichiarato, invitando i bolognesi a mantenere alta la guardia contro le minacce alla democrazia.

Le parole di Lambertini hanno fatto emergere un forte dissenso contro il governo, in particolare quando ha citato il ministro della Giustizia Carlo Nordio e le ambizioni politiche attribuite alla loggia P2. “Non possiamo permetterci di ignorare il Piano di Rinascita democratica”, ha detto, riferendosi a un progetto considerato da molti come pericoloso per la Costituzione repubblicana, frutto della Resistenza antifascista. La folla ha reagito con fischi contro il governo, evidenziando il crescente malcontento verso quelli che percepiscono come attacchi alla democrazia e ai valori fondamentali della società italiana.

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