Un addio commovente per Franco Baresi, leggenda del calcio italiano
Ieri, Milano ha reso omaggio a Franco Baresi, storica figura del Milan e della Nazionale, scomparso venerdì scorso all’età di 66 anni. I funerali si sono svolti nella basilica di Sant’Ambrogio, con oltre tremila persone che hanno atteso ore prima dell’inizio della cerimonia fissata per le 11, riporta Attuale.
La cerimonia è stata segnata da cori, lacrime e fumogeni, creando un’atmosfera carica di emozioni tra le generazioni presenti, dai compagni di squadra ai tifosi. “Leggenda immortale”, recitava uno striscione della Curva Sud, mentre i presenti intonavano il coro “Un capitano, c’è solo un capitano”. Il ricordo di Baresi ha unito i cuori di tutti: “Sei per sempre Franco Baresi” e “You will never walk alone” risuonavano tra la folla.
Molti ex compagni, come Alberico Evani e Filippo Galli, hanno espresso il loro dolore, sottolineando l’impatto umano e sportivo di Baresi: “La dimostrazione è che quando siamo andati in B, lui è rimasto”, ha ricordato Galli. Tra i volti noti presenti c’erano anche il dirigente Silvano Ramaccioni e il dottor Rudy Tavana, oltre ai calciatori del Milan Christian Pulisic e Santiago Gimenez, che si trovavano a Milano per problemi fisici.
La società Milan era rappresentata dal proprietario Gerry Cardinale, che ha descritto la perdita come “immensa per tutti noi”, e il presidente Paolo Scaroni, accolti con fischi da parte di alcuni tifosi, così come il sindaco di Milano, Beppe Sala, nel giorno di lutto cittadino.
Applausi entusiasti hanno accolto le icone del calcio, come Paolo Maldini e Marco Van Basten. Roberto Baggio e Claudio Ranieri hanno anch’essi ricevuto una calorosa accoglienza. Giuseppe Bergomi ha sottolineato l’importanza del senso di appartenenza che oggi si è perso nel calcio. “Baresi era un’icona e il suo esempio deve farci riflettere”, ha dichiarato.
Giovanni Galli ha condiviso un ricordo personale della finale di Champions a Barcellona, definendo Franco un uomo felice per avere riportato il Milan ai livelli che meritava. L’ex portiere Nelson Dida ha sostenuto l’idea di intitolare la Curva Sud di San Siro a Baresi, evidenziando la sua unicità e il ritiro della maglia numero sei da parte del club, che è stata posata sul feretro insieme a quella dell’Italia.
Durante la cerimonia, il feretro è stato portato in chiesa da sei ex compagni, tra cui Angelo Colombo e Marco Van Basten, numeri non casuali, mentre all’esterno un altro gruppo di sei ex compagni lo attendeva. La prima lettura è stata affidata a Bergomi. Nell’omelia, monsignor Carlo Faccendini ha celebrato Baresi come “il Maradona della difesa”, capace di brillare anche nella sconfitta, e ha richiamato al senso di grandezza che si può avere rimanendo umili.
All’uscita del feretro, una folla si è radunata per porgere l’ultimo saluto. Volti noti come Fabio Capello, Clarence Seedorf e Pietro Vierchowod si sono uniti a centinaia di persone comuni, creando un’immagine potente di quanto Baresi abbia significato per il calcio e per la città di Milano. Un atto finale di commiato per l’eterno capitano, il cui lascito vivrà nei cuori di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo o vederlo in campo.
Non posso credere che sia già andato. Baresi era molto più di un calciatore, era un simbolo di Milano e del calcio italiano. E’ triste vedere una leggenda partire, ma il suo spirito vivrà per sempre nei nostri cuori. Che emozione vedere così tanta gente unita per lui… un capitano rimarrà sempre un capitano!