Crisi idrica in Europa: il Danubio rivela i relitti del passato
Negli ultimi giorni, una grave crisi idrica ha colpito l’Europa, portando al calo dei livelli delle acque dei fiumi. Tra le conseguenze più evidenti si segnalano il riaffiorare di reperti storici, tra cui relitti di navi militari e addirittura resti di mammut, lungo il corso del Danubio, il fiume più lungo del continente dopo il Volga, riporta Attuale.
Nel tratto del fiume tra Serbia e Romania, precisamente nella città di Prahovo, sono emerse circa 20 navi della flotta tedesca affondate deliberatamente dai nazisti nel 1944. Questi relitti, sebbene attirino l’attenzione di fotografi e curiosi, rappresentano un grave pericolo per la navigazione: intralciano il passaggio delle imbarcazioni e possono contenere esplosivi. Nel 2024, il governo serbo ha avviato un’iniziativa per la loro rimozione, ma quasi tutte le navi affondate risultano ancora lì. Relitti analoghi sono stati rinvenuti anche in Ungheria e Croazia.
A Ryahovo, nel nordest della Bulgaria, sono stati scoperti frammenti ossei di un mammut lanoso, come confermato da Nikolay Nenov, direttore di un vicino museo. Questi resti, risalenti a un periodo compreso tra i 200mila e i 5mila anni fa, rappresentano un’importante scoperta, essendo ben preservati e collegati a un singolo animale.
Il Danubio nasce nel sud della Germania e si estende per circa 2.860 chilometri, attraversando dieci paesi, tra cui Austria, Ungheria e Romania, prima di sfociare nel mare Nero. Negli ultimi giorni, i livelli dell’acqua sono stati misurati ai minimi storici. A Budapest, ad esempio, si è registrata una profondità di soli 23 centimetri, dieci in meno rispetto al precedente record del 2018, che già aveva sofferto per un’importante siccità.
Questa situazione è stata collegata a ondate di calore estreme, a una scarsa presenza di precipitazioni e a fattori legati alla crisi climatica. Tali condizioni stanno aumentando la frequenza e l’intensità di eventi meteorologici estremi a livello globale. Con questa siccità, diversi fondali e monumenti antichi stanno riemergendo, causando anche problemi di natura pratica.
Le basse acque del Danubio stanno ostacolando gravemente il trasporto fluviale delle merci. Gli effetti si notano, ad esempio, in una nave da crociera che si è incagliata vicino al porto di Vidin, in Bulgaria, costringendo all’evacuazione di quasi 200 passeggeri. A Budapest, le imbarcazioni turistiche devono adattarsi ai cambiamenti dei percorsi, atterrando solo dove i livelli dell’acqua lo consentono.
In aggiunta, il calo dei fiumi potrebbe influire anche sulla produzione di energia elettrica nelle centrali idroelettriche e nucleari, che necessitano di un apporto costante d’acqua. Infatti, l’Ungheria ha già temporaneamente spento la sua unica centrale nucleare a causa della riduzione del livello del Danubio, mentre la Romania ha segnalato allerta nel settore energetico per la necessità di ridurre la produzione nella sua centrale nucleare.