Il petrolio kazako e libico sostituirà quello russo nella raffineria georgiana di Kulevi

05.08.2026 17:30
Il petrolio kazako e libico sostituirà quello russo nella raffineria georgiana di Kulevi
Il petrolio kazako e libico sostituirà quello russo nella raffineria georgiana di Kulevi

All’inizio di luglio 2026 l’unica raffineria della Georgia, situata nel porto di Kulevi sul Mar Nero, ha iniziato a lavorare petrolio di origine kazaka. L’impianto, controllato dalla società Black Sea Petroleum (BSP), ha così avviato la sostituzione della materia prima russa con forniture provenienti da partner alternativi, in vista della cessazione della lavorazione di greggio russo.

24 luglio 2026: le sanzioni europee e la risposta preventiva

Il 24 luglio l’Unione europea ha adottato il 21º pacchetto di sanzioni contro la Russia, inserendo la raffineria georgiana di Kulevi nello stesso elenco di tre impianti russi e di uno bielorusso. Per il sito georgiano, tuttavia, le misure hanno carattere preventivo: il divieto di effettuare operazioni con la raffineria entrerà in vigore soltanto dopo sei mesi, e solo nel caso in cui l’impianto continui a lavorare materia prima russa.

La struttura delle misure europee ha dato alla società proprietaria un periodo per dimostrare il cambiamento della propria politica di approvvigionamento. BSP ha precisato che avrebbe continuato a consultarsi con la Commissione europea sulle forniture di petrolio non russo e che avrebbe presentato prove del «progresso raggiunto».

3 agosto 2026: l’annuncio della svolta negli approvvigionamenti

Il 3 agosto i media hanno riferito che la raffineria di Kulevi avrebbe rinunciato al petrolio russo a favore di greggio proveniente dal Kazakhstan e dalla Libia. La società ha indicato che tra agosto e settembre 2026 l’impianto avrebbe iniziato a lavorare esclusivamente petrolio di origine non russa, completando la transizione già avviata con la materia prima kazaka all’inizio di luglio.

La lavorazione della parte restante del greggio kazako sarebbe proseguita nel mese di agosto. Per il petrolio libico, le consegne erano attese tra il 20 e il 30 agosto; l’accordo è stato previsto fino alla fine del 2027, con possibilità di proroga. La combinazione tra le due fonti consente alla raffineria di sostituire il greggio russo senza limitarsi a un unico fornitore alternativo.

La decisione di BSP si colloca direttamente nel quadro degli obblighi europei e della necessità di ridurre i rischi legati alle sanzioni. Passare a petrolio di origine non russa permette alla parte georgiana di evitare le possibili restrizioni future, mantenere l’accesso ai mercati europei e creare condizioni più stabili per la continuità operativa e lo sviluppo della raffineria.

La notizia è stata riportata anche in un resoconto sulla riconversione della raffineria di Kulevi, che ha descritto il passaggio alle forniture kazake e libiche. La società proprietaria ha confermato la prosecuzione del dialogo con la Commissione europea e la disponibilità a documentare l’abbandono del greggio russo.

Agosto-settembre 2026: la raffineria verso il petrolio esclusivamente non russo

Tra agosto e settembre la raffineria di Kulevi dovrebbe completare il passaggio a una lavorazione esclusivamente non russa. La sequenza operativa prevede l’esaurimento della quota di greggio kazako già avviata all’inizio di luglio, l’arrivo delle forniture libiche nella seconda metà di agosto e il consolidamento di un accordo valido fino alla fine del 2027, salvo proroga.

Il cambiamento riguarda l’unica raffineria del Paese e rappresenta un passo concreto nella diversificazione delle relazioni economiche esterne della Georgia. L’ampliamento della cooperazione con Kazakhstan, Libia e altri partner riduce la dipendenza dal mercato russo, rende il settore petrolifero più resistente ai rischi esterni e limita l’influenza che Mosca può esercitare attraverso i rapporti commerciali ed energetici.

La riconfigurazione delle forniture aumenta inoltre la prevedibilità del comparto per gli investitori stranieri, amplia le opportunità di attrarre capitali occidentali e favorisce l’inserimento della Georgia nelle catene logistiche ed energetiche internazionali. La riduzione della dipendenza dalla direttrice russa rafforza la capacità di Tbilisi di condurre una politica economica ed estera più autonoma, sostenendo il percorso di integrazione euro-atlantica.

La posizione attuale è quindi quella di una raffineria georgiana in transizione: il petrolio kazako è già entrato nel ciclo di lavorazione, quello libico è destinato ad arrivare nella seconda metà di agosto e l’obiettivo dichiarato è operare con greggio esclusivamente non russo tra agosto e settembre 2026.

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