Avventura verso il Polo Nord: La navigazione in condizioni estreme
POINT BARROW (Alaska settentrionale) – Il mare si tinge improvvisamente di ghiaccio, brillante sotto il sole ma che si offusca con l’arrivo della nebbia. Fino a poco tempo fa, predominavano l’acqua verde e i cieli grigi del grande Nord. Ora siamo immersi nell’atmosfera eterea e irreale dei ghiacci artici, a meno di 3.000 chilometri dal Polo Nord: l’avventura diventa concreta, con luci chiare disegnate nell’aria, e un mare a tratti calmo come un lago, quasi oleoso, riporta Attuale.
La quiete è interrotta da rumori ovattati, stormi di uccelli che sfiorano la superficie dell’acqua immobile, foche che passano silenziose, e una balena che emerge parallelamente alla nostra imbarcazione. In particolare, le forme degli isolotti di ghiaccio sono affascinanti. Quelli formatisi nell’ultimo anno si presentano bianchi e candidi, mentre i blocchi più antichi, più spessi e con meno ossigeno, affondano nel mare dai fondali sabbiosi, creando secche insidiose per la navigazione.
Non stiamo ancora incontrando iceberg, che vedremo più avanti dal lato delle montagne canadesi nel Passaggio a Nord Ovest o presso i massicci ghiacciai della Groenlandia, da cui si staccano seracchi nella Baia di Baffin. I ghiacci che osserviamo, invece, si presentano come grumi multiformi dalle forme astratte, a volte simili a animali, con zampe di neve dura e schiene curve su cui si posano stormi di pulcinelle di mare e sterne.
Questa vastità incontaminata ci spinge a ripensare le drammatiche avventure degli esploratori dell’Ottocento e la loro corsa per il Passaggio a Nord Ovest. Marinai seguiti dalla follia nel labirinto di solitudine e freddo, naufragi, inverni a meno cinquanta gradi, e i tentativi di tornare a casa trascinando le scialuppe come rifugi sul pack per sfuggire alla morte. In contrasto, la nostra navigazione è agevolata dalle nuove tecnologie e da una comunicazione globalizzata che fornisce dati cruciali sul meteo e le condizioni del ghiaccio.
Il collegamento con Starlink nautico ci consente di pianificare le rotte e i tempi di navigazione. Sapevamo già che a luglio la via per Point Barrow, il punto più settentrionale dell’Alaska, era bloccata. Quest’anno il microclima in questa zona è stato particolarmente rigido, ma ciò non deve indurre a credere che il mutamento climatico non esista. Al contrario, i Poli si stanno scongelando a una velocità allarmante, con il pack artico che si riduce ogni anno, portando alla frantumazione della calotta polare.
Negli anni passati, Point Barrow era transitabile già a metà luglio, come accadeva anche nell’Ottocento, quando le baleniere sfruttavano queste acque ricche di prede fino ai primi di settembre. Ma negli ultimi mesi, la banchisa si è rotta più del solito e i suoi frammenti, spinti da venti e correnti, hanno invaso le acque della zona. Il primo agosto, dopo un viaggio da Nome a Icy Cape, ci siamo trovati di fronte a una barriera di ghiaccio impenetrabile, capace di danneggiare il nostro scafo e intrappolarlo lungo la costa. Abbiamo passato due giorni cercando di passare e abbiamo dovuto tornare in un rifugio protetto.
Il 4 agosto, le condizioni sono cambiate radicalmente. Un vento costante da Est ha spostato i ghiacci, e noi abbiamo guidato il nostro motore contro venti di dieci nodi per oltre 40 miglia fino alla sottile lingua di terra che caratterizza Point Barrow. I diari dei navigatori storici raccontano che poche ore di vento e correnti marine possono cambiare radicalmente la situazione. Questo gioco di speranza e disperazione è stato descritto da molti, incluso il Duca degli Abruzzi, il quale ha avvertito che momenti di ansia possono rapidamente trasformarsi in ottimismo.
Adesso ci troviamo all’estremo lembo dell’Alaska, dove le coste acquitrinose sono segnate dagli estuari dei fiumi del nord. Continueremo in questo modo fino al confine col Canada e oltre. Con un motore diesel che mantiene una velocità media di sei nodi, le condizioni rimangono favorevoli, tra banchi di nebbia e squarci di sole che illuminano la scena, mentre il barometro segna bel tempo e gli strumenti indicano una presenza limitata di ghiaccio.