Roma, 6 agosto 2026 – Il sistema di pedaggio a flusso libero, noto come ‘Free Flow’, si sta diffondendo rapidamente anche in Italia. Questa innovazione consente di percorrere l’autostrada senza soste ai caselli, eliminando le barriere fisiche e facilitando il transito dei veicoli, con una notevole riduzione delle code. Tuttavia, è fondamentale non farsi ingannare dal termine ‘free’, poiché l’accesso non è affatto gratuito, riporta Attuale.
Il pedaggio senza barriere
Il funzionamento di questo sistema è piuttosto semplice: i veicoli passano sotto portali dotati di tecnologia avanzata, che leggono e registrano le targhe, calcolando l’importo del pedaggio in base alla distanza percorsa. Attualmente, il sistema ‘Free Flow’ copre circa 200 chilometri su 6mila totali di autostrade italiane. Nonostante la sua graduale diffusione, ci sono resistenze legate al metodo di pagamento, che non risulta immediato e chiaro. Coloro che sono dotati di Telepass non riscontrano problemi, poiché il pedaggio viene addebitato automaticamente. Gli automobilisti senza Telepass devono scaricare un’app e registrarsi per effettuare il pagamento entro 15 giorni dal passaggio, con la possibilità di recarsi presso punti fisici convenzionati. Tuttavia, per chi non rispetta queste regole, le sanzioni sono severe.
Multe salate
Le scadenze di pagamento sono rigorose: chi non effettua il pagamento entro il termine stabilito riceve una lettera di sollecito con l’obbligo di versare anche le spese di accertamento e recupero crediti, oltre al pedaggio stesso. Qualora il pagamento non venga effettuato neppure dopo questo avviso, si rischia il ritiro di due punti dalla patente e una multa di 344 euro, che si aggiunge alle spese precedenti. In tale situazione, la pratica viene trasferita alla polizia stradale, trasformandosi in una sanzione amministrativa. È pertanto fondamentale prestare attenzione ai segnali stradali che indicano la presenza di ‘free flow’.
Le autostrade interessate
Al momento, il sistema è stato implementato solo su alcune specifiche tratte autostradali. Tra queste troviamo l’A33-Autostrada delle Langhe (tratto Asti-Cuneo), l’A36 Pedemontana Lombarda (segmenti Cassano Magnago-Lomazzo e Lomazzo-Lentate sul Seveso), la tangenziale di Como A59 (tratto Grandate-Acquanegra), la tangenziale di Varese A60 (settore Gazzada-Vedano Olona) e il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari (Corda Molle). In Europa, sistemi simili sono presenti sull’Autostrada francese A79, nell’A13/14 Parigi-Normandia, e nell’A4 Saarbrucken-Metz, oltre che sulla A636 nei Paesi Baschi e su varie autostrade a pedaggio elettronico in Portogallo. Secondo l’Automobil Club Der Schweiz, i pedaggi sulle autostrade europee vengono sempre più frequentemente riscossi in modalità elettronica, anche su tratte a flusso libero.