Milei costretto a ridimensionare la riforma sui terreni per stranieri in Argentina

07.08.2026 12:25
Milei costretto a ridimensionare la riforma sui terreni per stranieri in Argentina

Javier Milei rinuncia a una riforma controversa in Argentina

Il presidente argentino ultraliberista Javier Milei ha dovuto ritirare una riforma chiave che aveva fortemente sostenuto. Nella notte di venerdì, dopo dieci ore di dibattito parlamentare, il Senato ha approvato una proposta di legge di Milei, ma ha escluso la parte più controversa, quella che avrebbe innalzato dal 15 al 25 per cento il limite dei terreni di proprietà straniera. Questa vittoria parziale si configura come una significativa sconfitta politica per Milei in un momento già critico per il suo governo, indebolito da recenti scandali, riporta Attuale.

La legge, presentata a marzo e ribattezzata “Legge sull’inviolabilità della proprietà privata”, prevedeva inizialmente la cancellazione totale delle restrizioni per i proprietari terrieri stranieri. Tuttavia, di fronte alla resistenza parlamentare, Milei ha deciso di concedere una limitazione al 25 per cento, sperando così di ottenere il supporto necessario. Nonostante il suo partito, La Libertad Avanza, disponesse della maggioranza al Senato e alla Camera, l’assemblea è caratterizzata da forti fratture, costringendo l’ex economista a cercare alleanze con partiti esterni per assicurarsi i voti.

Il governo giustificava la riforma come un modo per attrarre investimenti esteri. L’opposizione, d’altro canto, ha accusato Milei di mettere a rischio la sovranità nazionale e ha sfruttato il contesto dei recenti Mondiali di calcio per mobilitare sentimenti patriottici, legando il dibattito ai recenti incidenti con la nazionale inglese e alle rivendicazioni sulle isole Falkland/Malvinas. Nelle manifestazioni di protesta ci si è riuniti sotto striscioni che proclamavano “le Malvinas sono argentine”, evidenziando una forte percezione di nazionalismo, specialmente considerato l’approccio meno assertivo di Milei rispetto alle rivendicazioni territoriali rispetto ai governi precedenti.

Ultim’ora, Milei ha anche sacrificato un altro aspetto importante della sua proposta: la riduzione delle restrizioni sui boschi e i terreni devastati dagli incendi, che dovevano proteggere queste aree da incendi dolosi con finalità speculative. Tuttavia, altre misure controverse come il rafforzamento degli sfratti e l’indebolimento dei diritti di esproprio sono state mantenute nella versione finale.

Il dibattito sull’acquisto di terreni da parte di stranieri in Argentina è una questione annosa. Negli anni ’90, l’allora presidente Carlos Menem aveva incentivato la vendita di terreni per attrarre capitali stranieri, mentre nel 2011 i governi peronisti, sotto Cristina Kirchner, avevano introdotto un limite del 15 per cento per prevenire concentrazioni di proprietà. Attualmente, circa il 5 per cento dei terreni argentini è di proprietà di stranieri, con una superficie totale di 130.000 chilometri quadrati, pari a quella del Nord Italia. I principali proprietari sono statunitensi, seguiti da italiani e spagnoli, con casi emblematici come quello della famiglia Benetton che detiene circa 9.000 chilometri quadrati in Patagonia.

L’approvazione di questa legge, così onerosa e divisiva, era vista come una prova di forza per Milei, il quale in passato aveva imposto con successo la sua volontà su questioni legislative. Questo caso specifico funge particolarmente da precursore in vista di un’altra proposta di legge contestata: quella elettorale, che prevede l’eliminazione delle primarie finanziate dallo stato per le coalizioni candidate alle presidenziali del 2027, un’opzione che potrebbe favorire una rielezione del presidente attualmente in carica.

1 Comment

  1. Ma dai, un’altra sconfitta per Milei! Sembra che anche le sue promesse di riforma non reggano alla realtà politica. Qui in Italia abbiamo tanti politici che parlano tanto, ma poi… niente di concreto. Chissà come finirà la storia delle Malvinas, è tutto molto complicato.

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