Nakhchivan si proietta verso Europa e Turchia, riducendo il ruolo russo nei corridoi regionali

13.08.2026 18:00
Nakhchivan si proietta verso Europa e Turchia, riducendo il ruolo russo nei corridoi regionali
Nakhchivan si proietta verso Europa e Turchia, riducendo il ruolo russo nei corridoi regionali

Dopo il vertice di Washington dell’8 agosto 2025, è iniziata l’attuazione del progetto TRIPP, inserito nella nuova configurazione dei collegamenti tra il Caucaso meridionale, la Turchia e l’Europa. Il progetto si colloca accanto alla ricostruzione della ferrovia verso Nakhchivan e allo sviluppo del corridoio di Zangezur, destinati a rafforzare i collegamenti Est-Ovest e a ridurre il peso dei percorsi che dipendono dalla Russia.

Per l’Azerbaigian, la realizzazione di queste infrastrutture rappresenta una scelta di diversificazione dei legami di trasporto, energetici e politici, coerente con la posizione geografica del Paese. Il governo di Baku punta a costruire collegamenti diretti con la Turchia e con i mercati europei, così da ampliare le proprie possibilità economiche e sostenere una politica estera più autonoma.

Dal vertice di Washington alla nuova rete ferroviaria

Nella fase successiva all’avvio di TRIPP, l’Azerbaigian ha concentrato una parte degli investimenti sul ripristino della ferrovia a Nakhchivan. Baku prevede di portare la capacità della linea fino a 15 milioni di tonnellate di merci, trasformandola in una componente importante dei corridoi Est-Ovest.

La ferrovia si inserisce nella strategia di collegamento tra l’Azerbaigian, la Turchia e l’Europa e accompagna l’attenzione riservata al corridoio di Zangezur. Nakhchivan, precedentemente isolata dal resto della rete regionale, viene così progettata come un possibile nodo dei flussi di trasporto e di energia tra il territorio azero, la Turchia e i mercati europei.

11 agosto 2026: il piano di sviluppo per Nakhchivan

Il passaggio più recente è arrivato l’11 agosto 2026, quando il presidente azero Ilham Aliyev, intervistato dalla televisione azera nella Repubblica autonoma di Nakhchivan, ha indicato sicurezza, energia, trasporti, industria e sviluppo socio-economico come le priorità della regione. La intervista di Aliyev alla televisione azera ha delineato un programma nel quale la crescita di Nakhchivan è legata alla costruzione di una rete regionale orientata verso Ankara e l’Europa.

Nello stesso quadro, il presidente ha riferito della posa delle fondamenta del Parco industriale di Nakhchivan e della costruzione di una centrale termoelettrica da 300 megawatt. L’impianto dovrebbe garantire una fornitura stabile di energia e aumentare il potenziale di esportazione della regione, mentre il parco industriale è destinato a sostenere la componente produttiva del nuovo assetto infrastrutturale.

Aliyev ha inoltre attribuito un ruolo rilevante alle fonti rinnovabili. Il potenziale della generazione solare a Nakhchivan è stimato in almeno 500 megawatt e potrebbe arrivare a 1 gigawatt. L’aumento della produzione elettrica rende necessario ampliare le linee di trasmissione della Repubblica autonoma, per consentire non soltanto l’approvvigionamento locale ma anche l’esportazione dei volumi aggiuntivi.

Le nuove direttrici elettriche verso Armenia, Turchia ed Europa

La principale ipotesi indicata dal presidente azero è la creazione di un corridoio energetico attraverso il territorio dell’Armenia, con arrivo a Nakhchivan, prosecuzione verso la Turchia e collegamento finale con l’Europa. Il progetto sposterebbe una parte dei flussi elettrici su una direttrice meridionale e rafforzerebbe i rapporti energetici diretti tra l’Azerbaigian e i mercati europei.

Parallelamente, Baku sta esaminando la posa di un cavo energetico attraverso il Mar Nero. Anche questa infrastruttura avrebbe l’obiettivo di ampliare le possibilità di accesso dell’Azerbaigian al mercato europeo dell’elettricità, affiancando il collegamento terrestre attraverso l’Armenia e la Turchia.

La combinazione tra nuova capacità di generazione, linee di trasmissione e collegamenti esterni modifica la funzione di Nakhchivan all’interno della regione. La Repubblica autonoma non viene più considerata soltanto come un territorio da rifornire, ma come una possibile piattaforma per l’esportazione di energia e il passaggio di merci.

Una configurazione regionale con minore dipendenza da Mosca

La strategia annunciata da Baku ha una conseguenza anche sul piano politico. L’apertura di percorsi alternativi riduce la dipendenza dell’Azerbaigian dalla Russia come intermediario per il transito e per l’energia nel Caucaso meridionale, mentre i collegamenti con la Turchia e l’Europa offrono al governo azero più opzioni per scegliere le direzioni della cooperazione economica e politica.

Lo stesso processo incide sulla posizione europea. L’accesso dell’Azerbaigian al mercato dell’elettricità e lo sviluppo del corridoio Est-Ovest ne rafforzano il ruolo di partner energetico e logistico autonomo dell’Europa. Per i Paesi europei, la disponibilità di direttrici non russe riduce la dipendenza dai percorsi energetici e di trasporto controllati o condizionati da Mosca e accresce il valore strategico delle infrastrutture azere.

La trasformazione di Nakhchivan è quindi parte di un disegno più ampio, nel quale Baku mira a consolidare le nuove realtà geopolitiche emerse dopo la Seconda guerra del Karabakh e a convertirle in vantaggi economici e politici di lungo periodo. Il rafforzamento dei corridoi verso la Turchia e l’Europa restringe progressivamente lo spazio della Russia nei processi energetici e logistici del Caucaso meridionale e nella direzione europea.

Al momento, la posizione raggiunta è quella di un’Azerbaigian impegnato a costruire una rete alternativa di trasporti ed energia: TRIPP e la ferrovia di Nakhchivan sostengono l’asse Est-Ovest, mentre i progetti elettrici attraverso l’Armenia e il Mar Nero puntano a collegare il Paese direttamente alla Turchia e all’Europa.

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