Conflitto tra Italia e Spagna sui Migranti e la Legge Elettorale
Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla scarsa coesione tra Italia e Spagna, in un contesto europeo che ha iniziato a prendere sul serio il tema dei migranti solo dal 2022, in particolare a seguito delle richieste del governo di Giorgia Meloni, riporta Attuale.
Foti ha sottolineato che, all’inizio, solo pochi Paesi partecipavano alle discussioni in sede di Consiglio dell’Unione Europea, ma ora la situazione è cambiata e la maggior parte dei membri è coinvolta, superando le barriere ideologiche come dimostrato dalla lettera tra Meloni e la sua omologa danese.
Tuttavia, il dialogo con la Spagna non ha avuto gli stessi risultati, poiché entrambi i Paesi si sono trovati in una situazione di reciproca chiusura. “Se si parla di Schengen, la questione va ridimensionata: dalle sue origini ci sono state più di 500 sospensioni”, ha affermato.
Foti ha difeso la decisione dell’Italia di prendere provvedimenti, ricordando che anche la frontiera italiana con la Francia vive una situazione simile. Inoltre, ha rassicurato che le limitazioni riguardano solo i cittadini extra UE e non influenzeranno i movimenti all’interno dello spazio Schengen. “Se la Spagna decide di controllare i passaporti italiani, è un’inutile attività”, ha aggiunto.
Critiche sono arrivate da oppositori politici, i quali sostengono che questa posizione rappresenti una mossa elettorale in vista delle elezioni. “Anche in Spagna ci sono elezioni e in molti Paesi europei”, ha replicato Foti.
In merito alle modifiche della legge elettorale, il ministro ha confermato che passerà e che l’obiettivo è garantire che il voto degli italiani porti al governo chi vincerà. “Credo sia un argomento così universale e bipartisan che nessuno potrà volere il contrario”, ha dichiarato, aggiungendo che l’elettorato avrà anche una forma di preferenze.
Ha anche risposto a critiche secondo cui queste modifiche sarebbero fatte per consentire l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. “L’opposizione, dicendo ciò, dà per scontato che vinceremo noi”, ha ironizzato.
Riguardo all’attuale situazione della Rai, Foti ha commentato: “Il presidente viene eletto nel CdA e serve una maggioranza dei due terzi in sede di Commissione di Vigilanza. Se viene bloccato per questioni politiche, è un problema di meritocrazia”.
Foti ha infine espresso soddisfazione per i risultati del Pnrr, sostenendo che le modifiche apportate dal governo hanno avuto un impatto positivo, come confermato dalla BCE, dal FMI e dalle agenzie di rating. Ha rassicurato che senza i fondi del Pnrr, l’Italia non cadrà in recessione grazie ai benefici dei progetti a lungo termine, come quelli nel settore idrico.