Donald Trump: Le dimissioni della portavoce Karoline Leavitt creano incertezze per la sua amministrazione
Karoline Leavitt, la portavoce della seconda amministrazione di Donald Trump, lascerà il suo incarico alla fine di agosto, portando a una fase di incertezze nella comunicazione del presidente, riporta Attuale. La Leavitt ha instaurato un legame personale e di fiducia con Trump, un leader noto per il suo carattere irascibile, avendo sostituito ben quattro portavoce nel suo primo mandato. Il suo approccio meno formale e più vicino al presidente si è dimostrato efficace, caratterizzato da una comunicazione propagandistica e una costante evasione delle domande critiche dei giornalisti.
Essere il portavoce di Trump non è un compito facile. Negli ultimi anni, la sua necessità di comunicare decisioni cruciali, come quelle riguardanti i dazi o la guerra in Medio Oriente, è avvenuta frequentemente attraverso post sui social media. L’annuncio delle dimissioni di Leavitt è stato effettuato tramite un post diretto, commentato da lei stessa solo dopo la pubblicazione.
Lo stile combattivo di Leavitt nelle conferenze stampa è stato ampiamente replicato nella parodia che ha presentato al Tonight Show di Jimmy Fallon, dove ha evitato di rispondere, ribaltando le interrogazioni e accusando i media di diffondere fake news. Questa mimica riflette il suo approccio alla comunicazione: un tentativo di sottrarsi ai doveri di trasparenza e di engagement con la stampa.
Leavitt ha trasformato le conferenze in eventi altamente performativi, diventando una figura di riferimento per il movimento MAGA. Entrata giovane nella cerchia di Trump, ha guadagnato la sua fiducia mostrandosi leale, ritornando al suo incarico solo una settimana dopo la nascita del suo primo figlio. La sua recente gravidanza è la giustificazione fornita per la decisione di dimettersi.
La Leavitt è apprezzata per la sua capacità di connettersi con la base MAGA, rientrando nelle litanie e nei rituali del movimento, inclusa la reintegrazione di momenti di preghiera prima delle conferenze stampa, mutuata dal suo predecessore Kayleigh McEnany. Ha anche influenzato notevolmente l’accessibilità dei media alla sala delle conferenze, favorendo outlet alternativi, principalmente destra, mentre escludeva i rappresentanti di media tradizionali come l’Associated Press.
Inoltre, Leavitt ha dimostrato una notevole abilità nel sostenere la narrazione trumpiana in ogni contesto. Durante una conferenza, ad esempio, ha ribattuto a una domanda sulla folla nella sala dicendo che era necessaria una nuova sala da ricevimenti, un progetto che Trump sta cercando di portare avanti. Ha anche affermato che questa struttura sarebbe “critica per la nostra sicurezza nazionale”.
Il suo legame con Trump ha fatto di lei una risorsa importante per i giornalisti, specialmente quando parlava off the record. Il nuovo portavoce, particolarmente se scelto all’interno di una cerchia ristretta, potrebbe non godere della stessa credibilità. Attualmente non ci sono candidati designati come sostituti; Trump potrebbe decidere di non sostituire affatto Leavitt, considerando i risultati ottenuti dalla sua gestione comunicativa.