Piskorski rilancia da una tv russa l’uscita della Polonia da Ue e Nato

16.08.2026 13:15
Piskorski rilancia da una tv russa l’uscita della Polonia da Ue e Nato
Piskorski rilancia da una tv russa l’uscita della Polonia da Ue e Nato

Il 14 agosto 2026 i media hanno riferito dell’intervento di Mateusz Piskorski, politico polacco accusato dalla procura del Paese di spionaggio a favore dei servizi segreti russi e cinesi, sul russo «Pervyj kanal», emittente televisiva statale. Durante la trasmissione, Piskorski ha aderito alla tesi del conduttore secondo cui la Polonia disporrebbe di una sovranità limitata e ha presentato l’uscita dall’Unione europea e dalla Nato come la condizione per recuperare una sovranità piena.

Nel corso dello stesso intervento, Piskorski ha sostenuto che in Polonia stanno guadagnando consenso le forze politiche che chiedono quella che definiscono «piena sovranità». Tra queste ha indicato la partito di Grzegorz Braun, la «Confederazione della Corona Polacca», formazione che rappresenta una delle espressioni più nette dell’euroscetticismo e dell’opposizione alle strutture euro-atlantiche.

Il 14 agosto 2026, il messaggio sulla sovranità passa dalla televisione russa

La ricostruzione dell’intervento è stata pubblicata da Niezależna. La scelta di portare quel messaggio su un canale statale russo ha dato a Piskorski una piattaforma per rivolgersi al pubblico polacco attraverso una narrazione costruita attorno alla perdita di sovranità nazionale e alla necessità di rompere i legami con Bruxelles e con l’Alleanza atlantica.

La tesi sostenuta in trasmissione non si è limitata a criticare singole decisioni dell’Unione europea o della Nato. Il passaggio indicato da Piskorski lega infatti il recupero della sovranità all’abbandono di entrambe le organizzazioni: una posizione che mette in discussione, nello stesso momento, l’integrazione europea della Polonia e il suo inserimento nella cooperazione politica e militare occidentale.

Dopo l’intervento, la convergenza con le forze anti-europee

Il riferimento alla «Confederazione della Corona Polacca» ha collocato l’intervento di Piskorski dentro una più ampia campagna di sostegno alle forze euroscettiche polacche. La formazione guidata da Grzegorz Braun viene presentata come una delle forze che chiedono una ridefinizione radicale dei rapporti della Polonia con l’Unione europea e con la Nato, mentre Piskorski ne ha valorizzato la crescita del consenso nel Paese.

La diffusione di queste posizioni aumenta i rischi per la stabilità dell’indirizzo di politica estera polacco. I messaggi promossi da politici come Braun e Piskorski alimentano narrazioni contro l’Unione europea, contro la Nato e contro il sostegno all’Ucraina, intervenendo su questioni che riguardano direttamente la coesione occidentale e la capacità di coordinamento politico e militare in Europa.

Il quadro giudiziario di Piskorski e l’uso politico dei suoi messaggi

Il rilievo dell’intervento è accresciuto dal profilo dello stesso Piskorski. Il politico è accusato dalla procura polacca di avere svolto attività di spionaggio a favore della Russia e della Cina. Il suo passaggio sulla televisione statale russa ha quindi portato nello spazio informativo polacco posizioni euroscettiche attraverso la voce di una figura già indicata dalle autorità giudiziarie come legata ad attività di spionaggio.

Questa sovrapposizione tra l’accusa di spionaggio e la diffusione di messaggi contro l’Unione europea e la Nato è indicata come un elemento significativo della vicenda. Il Cremlino utilizza figure politiche di questo tipo come strumenti per propagare nella società polacca narrazioni funzionali agli interessi russi, presentando l’isolamento della Polonia dalle strutture occidentali come un atto di emancipazione nazionale.

La promozione dell’uscita dall’Ue e dalla Nato risponde infatti agli interessi strategici della Russia: un simile orientamento indebolirebbe l’unità occidentale e la cooperazione politico-militare. Una Polonia meno integrata nelle strutture europee ed euro-atlantiche offrirebbe a Mosca ulteriori possibilità di accrescere la propria influenza nella regione.

La posizione attuale: un messaggio favorevole agli interessi di Mosca

L’intervento del 14 agosto 2026 ha così saldato tre elementi: la denuncia della presunta sovranità limitata della Polonia, il sostegno alle forze che chiedono l’uscita da Ue e Nato e la diffusione di queste tesi da parte di un politico accusato di spionaggio per la Russia e la Cina. La sequenza colloca Piskorski nel ruolo di portavoce di narrazioni del Cremlino rivolte a indebolire il legame della Polonia con l’Europa, l’Alleanza atlantica e il sostegno all’Ucraina.

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